Seduta negativa per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,62% a 19.171 punti. Ftse All Share chiude la seduta a -0,65% (21.076,83 punti).

Chiusura in calo anche per le principali Borse europee: pesano i timori di un rallentamento dell’economia cinese dopo i dati sull’export di dicembre. A Londra l’indice Ftse 100 cede lo 0,91% a 6.855,02 punti, a Parigi il Cac 40 perde lo 0,39% a 4.762,75 punti, a Francoforte il Dax arretra dello 0,29% a 10.855,91 punti. Sullo sfondo anche la paralisi del governo americano, oltre che l’attesa per il voto al Parlamento inglese sull’accordo raggiunto dal governo per la Brexit, in programma domani.

A piazza Affari vendite sui bancari, in particolare con Unicredit a -1,91%, Intesa Sanpaolo -1,45%, Mediobanca -1,08%, Mps -10,19%. In particolare, sull’istituto senese pesano le richieste della Bce: Mps dovrà portare avanti la copertura dei propri npl fino al 2026, anche sugli stock esistenti al 2018 (e non solo sui crediti deteriorati che si formeranno). Telecom Italia in lieve rialzo (+0,20%) nel giorno in cui il cda ha fissato al 29 marzo la data dell’ assemblea dei soci, scrivendo un nuovo capitolo nella saga del conflitto tra i principali azionisti del gruppo. Contrastati gli energetici principali (Eni -0,35%, Enel +0,19%); negativi gli industriali (Fca -0,52%, Ferrari -0,41%) mentre nel lusso Ferragamo ha limato lo 0,23%. Moncler perde il 2,6%.

I cambi: l’euro vale 1,1473 dollari e scambia a 124,21 yen. Dollaro/yen pari a 108,27. Petrolio debole con il wti, contratto con consegna a marzo, che arretra dello 0,75% a 51,52 dollari al barile. Lo spread Btp/Bund chiude a 261,8.

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