Quando abbiamo cominciato a parlare di Art Bonus su Bj Liguria era il 2015. L’uovo di colombo per rilanciare il mecenatismo culturale in un’epoca in cui dallo Stato arrivano sempre meno contributi in questo settore.

L’idea era stata dell’allora ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini. Il crescente successo ha testimoniato la lungimiranza e la bontà dell’intuizione.

E se nel 2015 erano solo quattro gli enti beneficiari, a oggi, andando a cercare la Liguria sul sito che elenca gli interventi, si ottengono ben 88 risultati, anche se circa la metà ancora non ha ricevuto un euro.

Come funziona l’art bonus

Si tratta di un credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura. Il credito, stabilizzato e reso permanente dalla legge di stabilità del 2016 ammonta al 65% delle erogazioni liberali effettuate.

In relazione alla qualifica del soggetto che effettua le erogazioni liberali sono previsti limiti massimi differenziati di spettanza del credito d’imposta.

In particolare: per le persone fisiche ed enti che non svolgono attività commerciale (dipendenti, pensionati, professionisti), il credito d’imposta è riconosciuto nel limite del 15% del reddito imponibile; per i soggetti titolari di reddito d’impresa (società e ditte individuali) ed enti non commerciali che esercitano anche attività commerciale il credito d’imposta è invece riconosciuto nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.

L’art bonus non si applica alle erogazioni liberali effettuate a favore di beni culturali appartenenti a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.

Il “campione” dell’art bonus in Liguria è il Teatro Carlo Felice di Genova, che ha ricevuto prima un totale di 1,9 milioni di euro (questa raccolta su un determinato progetto è chiusa) e al 31/12/2018 3,8 milioni su un costo complessivo dell’intervento di 5,5. Una cifra considerevole, ma che impallidisce rispetto ai 19 milioni ottenuti dalla Scala di Milano (ma sappiamo che la Scala è un unicum a livello nazionale e internazionale) sui 123 milioni di costo complessivo (la raccolta chiusa ammonta a 59 milioni).

Secondo posto per Palazzo Ducale di Genova, che ha ricevuto 600 mila euro (dato aggiornato al 4 ottobre 2018) su un costo complessivo dell’intervento di 1,29 milioni.

Terzo posto per il Teatro Modena, che per il restauro dell’apparato architettonico e la manutenzione degli impianti e del mantenimento dell’agibilità, ha ottenuto 202 mila euro sui 202 mila necessari.

Scorrendo la classifica troviamo il cimitero di Staglieno e il restauro di due porticati, il Museo tecnico navale della Spezia, Palazzo Reale di Genova, la Biblioteca del Mare di Riva Trigoso.

Sorprende che al 18 dicembre 2018 il Teatro di Genova abbia ricevuto “solo” 80 mila euro sui 2 milioni del progetto di attività istituzionale.

Vi rimandiamo all’elenco completo, per capire quali possono essere le opzioni su cui investire. Segnaliamo però alcuni dei 46 progetti che non hanno ottenuto ancora nessuna erogazione: il Museo di Arte contemporanea di Imperia ha valutato in 80 mila euro la realizzazione di progetto multimediale per valorizzare la collezione. Sempre a Imperia ammontano a 115.800 euro i fondi per il potenziamento del Museo del Presepe – Pinacoteca Civica e il restauro delle opere a soggetto religioso. Risulta ancora in corso la raccolta per i 279 mila euro per l’area archeologica di San Donato, in pieno centro a Genova. Bastano 2.440 euro per il restauro del quadro “La maga Circe” del Grechetto ospitato a Palazzo Reale di Genova. Per aumentare la sicurezza e il controllo all’interno della Fortezza del Priamar di Savona, il costo previsto è di 300 mila euro. Il progetto più costoso il cui aggiornamento è fermo a zero e al 2017 è Forte Santa Tecla a Sanremo: 3 milioni per la realizzazione del Museo della Canzone italiana.

Chi sono gli erogatori?

Il sito elenca, in totale trasparenza, i nomi dei privati o delle aziende che effettuano l’erogazione liberale con l’ammontare della cifra. Troviamo banche ovviamente (Carige, Passadore, Credit Agricole Carispezia), la Compagnia di San Paolo, ma anche grandi imprese come Ansaldo Sts, Grandi Navi Veloci, Iren, Rina, Centrale del Latte d’Italia. Asef, l’azienda dei servizi funebri del Comune di Genova, si è occupata del cimitero di Staglieno. Anche diversi i singoli cittadini hanno voluto dare un piccolo contributo, c’è chi ha versato 250 euro al Teatro Carlo Felice e chi 50 euro (gli unici sinora sui 25 mila preventivati) per il Castello di Sarzanello a Sarzana.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.