Una serie di agevolazioni per chi investe in capitale umano a Genova, con il rimborso sulle imposte comunali per chi assume in una nuova azienda o amplia quella esistente, ma non è l’unica novità che sta per essere varata dal Comune di Genova e dall’assessorato allo Sviluppo economico di Giancarlo Vinacci, intervistato da Liguria Business Journal.

La pubblicazione per gli investitori che presto verrà presentata ufficialmente

«Stiamo per presentare una serie di iniziative che consentono alle imprese di capire, dati alla mano, il vantaggio economico che avrebbe un investimento in città, ma abbiamo anche istituito una figura che tenga i contatti con tutte le istituzioni e resti a disposizione di chiunque voglia aprire un’impresa». L’ufficialità dovrebbe arrivare in giornata, con una delibera di giunta, ma questa formula è stata già sperimentata con l’azienda R Stor Incorporated Usa, una grossa startup innovativa americana di San Francisco, di cui Bj Liguria aveva già anticipato l’arrivo: «Apriranno il primo marzo, hanno già affittato gli uffici al Porto Antico, li abbiamo accompagnati ovunque, la Regione si è subito allineata, per loro è stato facile trovare una controparte disponibile e un riferimento».

Rilanciare Genova dopo anni di declino non è un compito facile: «Quando tornavo a casa da Milano, notavo che, mentre in Lombardia è sempre tutto in movimento e in trasformazione, qui imperava l’immobilismo. Avendo anche una casa a New York, la sensazione è ulteriormente amplificata. Per questo sono voluto tornare, andando a guadagnare molto meno rispetto al mio precedente lavoro, pur di dare il mio contributo alla città e ne sono felice, è tutto molto faticoso e complicato, ma piacevole». Un compito preso seriamente e senza distrazioni, anche politiche: «Non ho intenzione di candidarmi alle Europee», assicura.

Vinacci torna sulle linee programmatiche del suo assessorato, dando qualche anticipazione oltre a ciò che ha già annunciato in passato: «Lavoriamo sulle eccellenze che già abbiamo, quindi Blue Economy e industria ad alta tecnologia, ma anche sul potenziale, come la Space economy, per cui entro l’anno faremo una call for ideas e a luglio organizzeremo un convegno dedicato».

In Italia la space economy, cioè quell’ambito che parte dalla ricerca e dallo sviluppo di infrastrutture spaziali, ma che si traduce in servizi innovativi legati alle telecomunicazioni, alla navigazione, alle previsioni meteo e così via, racchiude circa 300 aziende e 6 mila dipendenti. Il governo ha stanziato 4,7 miliardi per un piano strategico di investimenti. «A Genova abbiamo qualche piccola eccellenza soprattutto per rilievi topografici, pensiamo di abbinare al convegno anche tematiche legate all’intelligenza artificiale».

Intanto la prima call for ideas sta per concludersi: «A fine febbraio raccoglieremo i frutti di quella fatta sulla Silver economy. In sostanza si tratta di dar vita a una startup a indirizzo. Abbiamo individuato la Silver economy come attività su cui programmare il futuro della città, per questo abbiamo chiesto progetti, ma con una cautela particolare: ci sarà bisogno di un mentoring abilitato che seguirà queste aziende».

Proprio sulla Silver economy l’assessore è al lavoro per un protocollo d’intesa con Milano, città dove ha lavorato per decenni: «Quando siamo partiti su questo filone si sono preoccupati, loro hanno gli anziani che possono venire a svernare qui e i soldi da investire, mentre noi abbiamo il territorio e le coste. Perché farci concorrenza? Lavoriamo insieme allo stesso progetto, affinché sia pronto quando il collegamento veloce con Milano sarà una realtà e mi piace anche allungare il passo, coinvolgendo anche Lugano, con cui ci siamo gemellati. L’importante è che si creino posti di lavoro qui a Genova, poi il comando delle operazioni può anche essere di un milanese».

A Milano lavorano circa 20 mila genovesi, spiega Vinacci, quando il Terzo Valico sarà realtà, l’impatto sul mercato immobiliare sarà enorme, visto che il calo dei prezzi a Genova è legato quasi esclusivamente alla diminuzione della popolazione. «Considerando che da Monza a Milano in ora di punta ci si impiega 50 minuti, la concorrenza di Genova si farà sentire. Di recente sono stato invitato a un convegno a Milano sul real estate e con un po’ di coraggio ho detto che l’eldorado è Genova, per prezzi che sono appetibili. Una casa ad Albaro vista mare costa come un appartamento a Cernusco in mezzo alla nebbia».

A marzo invece Vinacci tornerà, con altri esponenti della giunta, al Mipim di Cannes per presentare Hennebique, mentre l’11 aprile è già in programma a Genova un convegno con 4-6 grandi gruppi di investimento. «Spesso vado fuori città a incontrarli, perché se si convincono che la linea politica è affidabile e si ragiona in ottica costruttiva e di crescita, si accrescono le possibilità di cambiare davvero il volto alla città».

Altro settore su cui Vinacci intende puntare è l’Orange economy, che racchiude le industrie culturali e creative (architettura, arti audiovisive, servizi digitali, moda, grafica e design industriale, artigianato, musica e software): «Incontrerò il mese prossimo l’ex capo di gabinetto del presidente della Colombia, perché è il primo Paese al mondo ad aver lanciato l’Orange economy, i numeri stanno crescendo molto in Sudamerica».

Nel frattempo Genova sta facendo i conti anche con il post crollo del ponte Morandi, che ha rivoluzionato i piani. Intanto qualche risultato statistico testimonia un miglioramento sugli indicatori che da troppo tempo erano negativi: «Il bollettino Istat sui posti di lavoro del Terzo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017 vedono un +6 mila posti di lavoro a Genova, ma sono dati da leggere con grande attenzione, avendo la delega alla Statistica, sto lavorando a un processo per renderli più trasparenti. Intanto bisogna vedere chi è andato via, quanti sono stati i posti persi e poi credo che siamo ancora nella coda di una crisi decennale, mentre chi arriva adesso fa un investimento, rendendo questi posti di lavori più sicuri a lungo termine».

Anche il flusso demografico ha avuto un’inversione di tendenza: «3.222 residenti in più nel 2018 rispetto al 2017, non è un numero eclatante, ma la conferma di un trend che si è invertito».

Il tentativo di puntare sulle aziende innovative e sulle competenze che già sono presenti in città, non deve prescindere dalla formazione: «Il vero invesimento va fatto sulle generazioni future, i giovani sono il fattore più importante. Abbiamo aperto un tavolo, stiamo parlando di portare qui un’università straniera importante, creare un campus, una scuola di management che potrebbe partire con dei master che già appartengono alla città: blue management, ma anche la robotica e le energie alternative, visto che Erg ci sta investendo moltissimo. Attrarre un’Università straniera significa attirare studenti da tutta Europa». L’ipotesi della sede che piace a Vinacci è l’ex ospedale di Quarto, visto che così sarebbe coinvolta anche Cassa Depositi e Prestiti. «Già nei prossimi mesi – aggiunge – abbiamo in programma contatti importanti, abbiamo preso in considerazione una scuola di management svizzera, mentre l’Università sta dialogando con la prima università cinese; quest’ultima avrebbe un valore importante, visto che il progetto più grosso del mondo è la via della seta, consentirebbe di portare qui qualcosa che faccia conoscere Genova in Cina, una testimonianza che la nostra città sarebbe lo sbocco naturale di questa grande infrastruttura».

Intanto l’attenzione resta alta su alcune operazioni: «L’ex Miralanza – ricorda Vinacci – so che le parti si stanno parlando, l’obiettivo sarebbe fare un laboratorio vivo per l’artigianato, con una parte sociale riservata ai giovani».

Anche sull’edificio della Rinascente è ancora in ballo il dialogo con alcuni gruppi che sarebbero interessati a comprare il palazzo. La filosofia dell’assessore è chiara: «Io sarei per la liberalizzazione totale, siamo stati troppo chiusi in passato, vinca il migliore, purché sia onesto. Ho visto a Manchester cosa è accaduto: prima erano tutti capannoni vuoti, ora è la città più viva d’Inghilterra».

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