«Oggi noi da soli, come impresa Salini Impregilo, con i lavori già firmati, potremmo offrire 5mila posti di lavoro. E invece non lo possiamo fare per questioni burocratiche. I soldi già ci sono, sono stati stanziati, e allora bisogna cercare di trasformare questi progetti in realtà perché il Paese senza lavoro reale non cresce. Non bastano gli annunci bisogna dare gli stipendi e bisogna far sì che la gente sia al lavoro». Lo ha detto Pietro Salini, ad di Salini Impregilo, capogruppo del consorzio Cociv, impegnato nella realizzazione del Terzo Valico, questa mattina in occasione della messa di Santa Barbara celebrata nel cantiere di Fegino.

«Come impresa – ha precisato l’imprenditore – abbiamo una percentuale di fatturato in Italia molto piccola, circa il 7%. È questa la ragione per cui questa impresa oggi è un’impresa sana, perché chi invece lavorava soltanto in questo paese oggi sta affrontando difficoltà grandissime. Sono in gioco migliaia di posti di lavoro, su questo dobbiamo aprire una riflessione generale, dobbiamo farci noi voce per altri perché se stiamo zitti oggi domani toccherà a noi».

«Oggi – ha detto ancora Salini riferendosi al Terzo Valico – dobbiamo chiedere tutti con forza che questo lavoro, che è un lavoro importantissimo per il paese e per l’Italia, non possa essere messo in discussione da nessuno, perché è un lavoro che dà dignità alle persone, noi non vogliamo sovvenzioni, non vogliamo favori, vogliamo lavoro per noi e le nostre famiglie».

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