Due situazioni molto difficili e differenti tra loro che, secondo la Cisl, necessitano di una costante attenzione, ma soprattutto di nervi saldi e posizioni chiare nell’ottica di traguardare soluzioni positive. In ballo ci sono 1.700 posti di lavoro. Parliamo delle vertenze Piaggio Aerospace e Bombardier.

Per quanto riguarda Piaggio, dalle riunioni al ministero dello Sviluppo economico e al Senato, sembra emergere la consapevolezza della strategicità, dell’alto valore tecnologico e delle potenzialità dell’azienda. «Per questo motivo la Cisl ritiene apprezzabili l’impostazione e l’impegno che il commissario ha assunto per rilanciare l’impresa, ripartendo dal rinnovo dei contratti rimasti in sospeso, attraverso la promozione di una nuova immagine di azienda capace di stare e competere sui mercati globali nel settore aeronautico sia civile che militare», spiega Simone Pesce, segretario confederale Cisl con delega all’Industria.

«Positivo anche l’impegno del governo a garantire la famosa commessa per lo sviluppo del drone che rappresenta, senza dubbio, un tassello determinante per il rilancio complessivo della Piaggio Aerospace e delle aziende collegate Piaggio Aviation e Laerh», aggiunge Christian Venzano, segretario Fim Cisl Liguria e responsabile territoriale di Savona.

Le note dolenti, però, come si legge nella nota del sindacato, non mancano e riguardano principalmente i tempi che il governo si è preso (2 o 3 mesi) per valutare una rimodulazione (non nella quantità economica ma nelle finalità) della commessa da troppo tempo in sospeso. La delicata situazione economica e produttiva complessiva dell’azienda ha necessità di risposte tempestive che scongiurino fermi produttivi difficili da gestire nel settore velivolistico e in controtendenza con l’immagine di azienda solida e competitiva che si vuole proporre.

Per Bombardier la situazione appare più complicata anche se non ancora del tutto compromessa. Le difficoltà dipendono principalmente dai carichi di lavoro affidati allo stabilimento di Vado Ligure che oggi risultano garantiti (presumibilmente fino all’autunno 2019) esclusivamente dalla produzione dei treni merci.

Anche in questo caso, si legge nella nota Cisl, “scelte del governo e di Trenitalia potrebbero far virare al meglio l’esito della vertenza con l’affidamento di produzione di treni per l’alta velocità. In attesa di questa decisione, che come nel caso della commessa per Piaggio non può attendere tempi troppo lunghi, è indispensabile non perdere la commessa dei treni merci garantendo la consegna del prodotto nei tempi stabiliti e rilanciare la collaborazione con Hitachi per la produzione di treni regionali al fine di preservare quella continuità produttiva utile a scongiurare una lenta agonia dello stabilimento che potrebbe portare alla chiusura”.

Per quanto riguarda la collaborazione con Hitachi, la Cisl chiede “chiarezza sulle cause della mancata concretizzazione dell’accordo con Bombardier per la costruzione di treni regionali oltre alla mera bassa marginalità dell’operazione. Su entrambi le vertenze incombono poi le strumentalizzazioni politiche dei diversi schieramenti che con accuse, tra passato e presente, rischiano di minarne irrimediabilmente l’esito”.

Conclude la nota del sindacato: “Riteniamo che perdere due importanti realtà produttive come Piaggio e Bombardier sia inaccettabile per il territorio e per la nostra regione e che, nel caso le vertenze non si risolvessero positivamente, a perdere sarebbe tutta la politica, passata, presente e futura. Occorre l’unità del territorio rappresentata ai tavoli ministeriali ma anche senso di responsabilità e lungimiranza di tutta la politica per uscire dalla difficoltà e rilanciare due esempi di eccellenza produttiva del nostro Paese”.

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