Con l’ultimo dei tre ricorsi al Tar vinto, si accelera l’iter per la realizzazione del nuovo ospedale Galliera. Oggi è stato firmato il contratto per la realizzazione del progetto definitivo con Politecnica, a capo del raggruppamento di imprese Mythos, 3TI, Ingegneria integrata, Arch. Burlando.

Il raggruppamento ha recentemente progettato l’ospedale di Sassari utilizzando la metodica Bim (Building information modeling). Entro la fine di marzo, ottenute le necessarie approvazioni e autorizzazioni da parte degli Enti preposti, si procederà alla gara per la realizzazione dell’opera.

La firma

La previsione della durata dei lavori è di circa 48 mesi. Il nuovo ospedale potrà essere ultimato entro il 2023. I posti letto saranno 404 e, come già spiegato più volte, sarà un green e lean hospital (il metodo lean, “snello”, venne inaugurato da Toyota per fare di più con meno di tutto. Meno spazio, meno persone, meno capitali e meno magazzini, solo ottimizzando), manterrà l’attuale connotazione di ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione, mantenendo e sviluppando il suo impegno sulla ricerca, sull’aging e sulla fragilità.

La firma è stata siglata dal direttore generale dell’E.O. Ospedali Galliera Adriano Lagostena e dal presidente di Politecnica (prima azienda classificata) Francesca Federzoni, alla presenza del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, della vicepresidente e assessore regionale alla sanità Sonia Viale, del vicesindaco del Comune di Genova Stefano Balleari e del vicepresidente del Galliera Giuseppe Zampini.

«L’area genovese ha bisogno di strutture all’altezza delle sfide. Il modello ligure sta per essere rinnovato anche con investimenti tecnologici e sulla rete ospedaliera», dice Sonia Viale.
«Senza una nuova struttura – aggiunge Balleari – questo ospedale importante con una grande storia, probabilmente non avrebbe avuto grande futuro».
Zampini ribadisce che sarà necessario il rispetto dei tempi, visto che si sono persi mesi a causa dei ricorsi.

«Il pungolo del vicepresidente Zampini – sottolinea Lagostena – è di coloro che si rivolgeranno al nostro ospedale e degli oltre 2000 operatori e professionisti che ci lavorano. Teniamo conto anche che una struttura moderna rappresenterà un elemento attrattivo anche per i professionisti».
Intanto Francesca Federzoni assicura che i progettisti partiranno dall’ascolto per realizzare l’esecutivo.

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