Con l’ideazione, progettazione e realizzazione dei cinque progetti selezionati nell’ambito del Programma “Neet a Genova”, (Neet è l’acronimo inglese di “not (engaged) in education, employment or training” che indica persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione), si sta avviando la fase finale di un percorso, durato sette mesi, di impegno e rimotivazione che, con il coordinamento del Comune di Genova, ha avuto come protagonisti 41 Neet, giovani tra i 18 e i 25 anni che non studiano e non lavorano.

La percentuale dei Neet, è diventata ormai drammaticamente importante, anche se il dato numerico del 2016 (2,4 milioni in Italia), in questi ultimi due anni è in calo, pur rimanendo una stima importante e allarmante, indicatore dello sperpero dei potenziali delle nuove generazioni.

«Diventa fondamentale da parte nostra accompagnare i giovani nella transizione tra scuola e lavoro affinché diventino una vera risorsa attiva per il Paese – sostiene l’assessore al marketing territoriale e alla cultura del Comune di Genova, Barbara Grosso – Con Neet a Genova ci si è posti l’obiettivo importante e ambizioso, e direi raggiunto, di ristabilire un rapporto con alcuni giovani, quelli che hanno aderito al progetto, con la prospettiva di uscire dalla cosiddetta condizione di Neet, realizzando cinque progetti che toccano importanti tematiche; argomenti in cui i giovani dimostrano sensibilità e voglia di migliorare le attuali condizioni, dandoci importanti spunti e vitalità».

Le iniziative progettuali sono il frutto di un modulo formativo, come definito dal bando, che ha facilitato la creazione di gruppi di lavoro sui temi della cultura, dell’ambiente, dei servizi comuni e più in generale su temi legati alla cura e allo sviluppo del territorio; i cui risultati saranno presentati alla cittadinanza il prossimo fine settimana e nel mese di gennaio 2019.

Il primo appuntamento di sabato 15 dicembre a Palazzo Verde in via del Molo 65 conclude il percorso, articolato in tre momenti, del progetto RICycle ideato da un gruppo di giovani che hanno a cuore l’educazione e il rispetto per l’ambiente. Si tratta di una mostra di opere realizzate con rifiuti e oggetti riciclati, raccolti durante la pulizia di un sentiero e materiale fotografico prodotto durante alcune escursioni in ultimo una conferenza che tratterà tutte le tematiche relative all’impatto che hanno i rifiuti sull’ambiente.

I giovani sono stati accompagnati e supportati durante tutte le fasi progettuali da una partnership, costruita per garantire una sostenibilità al progetto, che ha visto la partecipazione oltre al Comune di Genova con la sua società strumentale Job Centre, anche con: la Città Metropolitana di Genova, con la sua società in house Atene, l’Università, attraverso il Dipartimento di Scienze della Formazione, la Camera di Commercio, attraverso il CLP, la Regione Liguria, attraverso ALFA; oltre al Forum del Terzo Settore di Genova, e cinque associazioni giovanili: Unione Giovani Artisti, CNGEI, HAZE, Youth Europe Around Sustainability Tables e Amistà, queste ultime con la loro esperienza, capacità aggregativa e progettuale, operando in modalità Peer , hanno saputo portare innovazione e vitalità nel processo.

Lo stesso giorno, al Teatro Altrove di piazza Cambiaso 1, chi ama arte e musica potrà partecipare all’evento organizzato in conclusione del Progetto “Genova non si spegne” il cui tema è dedicato alla luce, metafora della speranza portata dalle giovani menti creative. Si inizierà alle ore 18 con una mostra di arti visive per promuovere i vari linguaggi artistici come il fumetto, l’illustrazione, la fotografia, la pittura; alle 21 avrà poi inizio un concerto di quattro band di genere rap, pop, cantautorato e indie rock.

Domenica 16 dicembre dalle 14,30, al Galata – Museo del Mare, degustazione di piatti tipici e spettacoli di diverse culture, le cui comunità vivono a Genova. Il Progetto di riferimento dell’evento è GenovAcolori, ideato da un gruppo di ragazzi con l’esigenza di sensibilizzare i cittadini all’interculturalità e al rispetto delle diversità.

Il progetto “Mostriamo gli sport” è pensato da un gruppo di giovani Neet per sensibilizzare altri giovanissimi alla conoscenza di sport minori, discipline che non godono dello spazio e degli investimenti che ricevono sport come calcio, pallavolo o tennis, ma ugualmente degni di essere praticati e promossi per favorire anche un miglioramento della cultura sportiva tra le nuove generazioni.

Nella seconda settimana del prossimo gennaio si svolgerà l’evento finale: durante la giornata dimostrazioni pratiche accompagnate da spiegazioni di esperti sportivi relative a quattro sport minori permetteranno di avvicinare giovani tra gli 8 e i 13 anni alla conoscenza di queste discipline.

In linea coi tempi è un progetto che non prevede eventi finali, ma una serie incontri rivolti a gruppi di anziani ospiti di case di riposo genovesi, con l’intento di avvicinarli alle nuove tecnologie per facilitare la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti informatici. Il progetto nasce dal desiderio di aiutare le persone della terza età a sentirsi meno sole, appartenenti a un mondo in continuo e rapido cambiamento, aumentando così la loro autostima.

“Neet a Genova” è un progetto bandito da Anci e cofinanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri – dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Obiettivo generale del progetto: la valorizzazione dei talenti, delle motivazioni, degli interessi, della curiosità, delle idee e dei progetti dei giovani Neet. Oltre al Comune di Genova in qualità di capofila, vi partecipano dodici partner: Città Metropolitana che si avvarrà di Atene srl, Alfa (Agenzia Regionale per il lavoro, la formazione e l’accreditamento), Clp (Centro ligure di produttività), Disfor (Dipartimento di Scienze della Formazione) – Università di Genova, Job Centre srl, Amistà, YEAST, UGA, Haze, CNGEI Genova, Forum del Terzo Settore di Genova).

Dati e note sul progetto Neet a Genova

120 candidature al progetto, 72 giovani ammessi (48 tra non ammessi e ritirati spontaneamente). In 31 hanno abbandonato il progetto in corso. 41 beneficiari che hanno concluso tutto il percorso.

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