Un passo indietro a causa degli alti costi strutturali da sostenere. Così la società Ecologyamo lascia il Mercato del Carmine a Genova dopo un anno di attività. La motivazione è descritta in una nota diffusa dalla stessa società: “Il posto, così com’è pensato, deve garantire un servizio pubblico, con un orario di apertura che supera le 15 ore al giorno; nonostante i numerosi tentativi di ridurre tali costi, non abbiamo ottenuto la collaborazione sperata, ed è per questo motivo che la società in salute e crescita, ha deciso di ritirarsi e fare un passo indietro per non essere costretta a scelte spiacevoli e poter continuare le altre attività del settore”.

«Il punto critico – spiega Carolina Baria a Bj Liguria – erano i 7 mila euro mensili di locazione. Se aggiungiamo i costi strutturali, le utenze, il personale, diventa complicato mantenere in equilibrio la cooperativa». Sono circa 10 dipendenti e 6 tirocinanti che perderanno il posto. Qualcuno sarà ricollocato nelle altre attività, Ecologyamo ha due tipi di business: «Gestiamo centri di cottura per scuole e case di riposo. Circa 300 pasti al giorno. L’altro è la manutenzione. Siamo di formazione recente, ma in salute, non potevamo mettere a rischio la Cooperativa. Ci dispiace perché avevamo anche vinto un bando per dei lavori che avrebbero consentito una trasformazione in meglio».

Ecologyamo è una cooperativa sociale. Il bilancio 2017 riporta un range di fatturato tra 300.000 e 600.000 euro.

Ecologyamo era subentrata l’anno scorso come “affitto di ramo d’azienda” da parte del Consorzio Mercato del Carmine, che nel 2012 aveva vinto il bando di concessione del Comune. Insieme alla pedonalizzazione il quartiere aveva beneficiato della riapertura del Mercato, nel 2013.

“La decisione di gestire il Mercato del Carmine è stata ponderata”, evidenzia la nota. Da quello che emerge in questa lettera di “dimissioni” era comunque prevalsa la scommessa di fare finalmente funzionare la struttura, considerata importante per i cittadini del quartiere.

Ecologyamo sottolinea almeno la soddisfazione del rilancio del ristorante: “Sia per la qualità del suo cibo sia per gli eventi organizzati nei fine settimana, durante i quali la partecipazione è cresciuta con il tempo, fino ad arrivare a fidelizzare i clienti”.

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