Cosa ne direste se al posto della Regione Liguria e delle divisioni amministrative provinciali ci fosse la porzione italiana della provincia ligure-provenzale? O la sottosezione Liguria di Levante della sezione Tirrenica centro-settentrionale? O la sottosezione alpi marittime della sezione alpina occidentale? O ancora la sottosezione Appennino Tosco-Emiliano della provincia appenninica? O la sottosezione bacino toscano?

Non siamo impazziti, abbiamo solo diviso il territorio ligure nelle ecoregioni classificate dall’Istat. Altro che “Limonte”, l’inquadramento a livello ecoregionale viene definito in grado di supportare “un utilizzo efficace dei dati statistici ai fini della pianificazione e gestione sostenibile delle risorse territoriali” a livello di singolo Comune, di agglomerati organizzati, di Città metropolitane o di Province Amministrative.

Le Ecoregioni, o regioni ecologiche, sono porzioni più o meno ampie di territorio ecologicamente omogenee (fino a vaste aree della superficie terrestre) all’interno delle quali specie e comunità naturali interagiscono in modo discreto con i caratteri fisici dell’ambiente. Rappresentano quindi zone con simili potenzialità ecosistemiche e costituiscono un quadro di riferimento territoriale e geografico ottimale per l’interpretazione dei processi ecologici, dei regimi di disturbo, della distribuzione spaziale della vegetazione e delle diverse tipologie di paesaggio

Le classificazioni dei comuni sono state sino a ora principalmente legate ad alcuni aspetti che denotano il territorio dal punto di vista geografico: altimetria, montanità, superficie territoriale, litoraneità e grado di urbanizzazione. Una classificazione dei comuni secondo dei criteri che riportino caratteristiche non solo geografiche ma anche geologiche, climatiche e legate alle biodiversità è un argomento di particolare interesse in quanto gran parte di questi fattori sono tra di loro collegati e concorrono allo sviluppo socio economico del territorio in cui coesistono, e all’impatto che la sinergia di tutte queste caratteristiche ha sulla crescita ed evoluzione di ogni singolo comune.

Un altro elemento rilevante della classificazione dei comuni secondo le Ecoregioni è quello di consentire una nuova lettura del territorio in base alla quale analizzare in modo congiunto i dati statistici di carattere socio-demografici ed economici con le caratteristiche intrinseche di questa classificazione e cioè l’omogeneità rispetto a fattori climatici, biogeografici, fisiografici e idrografici.

Per la classificazione dei Comuni secondo le Ecoregioni d’Italia è stata attivata una collaborazione tra la direzione centrale per le statistiche territoriali e ambientali (Dcat) dell’Istat e il Centro di ricerca interuniversitario “Biodiversità, Servizi ecosistemici e sostenibilità” (Ciribses), dipartimento di Biologia ambientale, La Sapienza Università di Roma.

In queste tabelle potete vedere la classificazione per ogni singolo comune ligure: classificazione Comuni liguri.

L’Istat elenca quali possano essere le prospettive di applicazione: l’utilizzo efficace di dati statistici per la pianificazione e la gestione sostenibile delle risorse territoriali. Come punti di riferimento si può partire dall’Agenda urbana dell’Unione Europea, dalla strategia europea per le infrastrutture verdi, dalla strategia nazionale per il verde urbano, dalle reti ecologiche collegate alla pianificazione territoriale.

L’aggregazione e sintesi di dati statistici disponibili a livello comunale per ambiti ecoregionali di diverso rango gerarchico potrà supportare risposte adeguate per l’applicazione della strategia europea per la biodiversità, della strategia nazionale della biodiversità, per la green economy, per lo sviluppo sostenibile, per lo sviluppo rurale e per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

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