Chiusura in ribasso per le Borse europee, l’ottimismo di ieri per l’esito delle trattative tra Usa e Cina è già scemato, anche perché da Pechino non sono arrivate conferme sulla possibilità di un accordo. Anche il confronto tra Commissione europea e Governo italiano, che nei giorni scorsi sembra andasse a buon fine, non sembra finora avere portato a risultati concreti, mentre lo stesso ministro italiano dell’Economia, Giovanni Tria, oggi al termine dell’Ecofin ha dichiarato che i tempi per evitare l’avvio della procedura d’inflazione nei confronti dell’Italia «sono stretti».

Londra segna -0,56%, Parigi -0,82%, Francoforte -1,14%. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 21.254,03 punti (-1,26%) e Ftse Mib a 19.353,43 punti (-1,37%). Il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi, in contrazione da giorni, è tornato ad allargarsi. Lo spread BtP Italia/Bund a 10 anni si è attestato a 289 punti base (284 pb ieri sera)

Il petrolio rallenta la sua corsa in attesa della riunione Opec del 6 dicembre (-0,2% il Wti a febbraio e +0,4% il Brent).

Sul valutario, l’euro/dollaro vale 1,135 dollari (1,1391 in avvio e 1,1357 ieri) mentre l’euro/yen è a 128,269 e il dollaro/yen a 112,937.

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