“Un vero e proprio schiaffo alla Liguria e ai liguri arriva con l’emendamento alla legge di stabilità, presentato dal governo, per aumentare nel 2019 di 5 centesimi al litro la benzina per i cittadini liguri”.

La Uil Liguria lancia un allarme: «In questi mesi – dice Mario Ghini, il segretario generale – dopo la tragedia del ponte Morandi, si è parlato di un aiuto concreto ai genovesi e ai liguri, addirittura c’è chi è venuto a fare la sceneggiata in piazza De Ferrari sostenendo che il governo non avrebbe lasciato soli i genovesi e, oggi, ci accorgiamo che l’aiuto di cui questa regione ha bisogno dobbiamo autofinanziarlo. È una vera e propria vergogna».

C’è da dire comunque che l’emendamento lascia alla Regione Liguria la facoltà di introdurre o meno le accise, non si tratta di un obbligo. Successivamente Giovanni Toti ha chiarito che verrà mantenuta l’accisa che è in vigore dal 2011, per il dissesto idrogeologico, ma senza aumenti.

La Uil Liguria fa notare che si continua a tenere bloccati tutti i cantieri delle opere infrastrutturali necessarie e indispensabili per ridare una prospettiva e una speranza di ripresa ai Liguri. “Ogni giorno che passa conferma sempre di più la necessità di scendere in piazza a dire basta a questa politica del carciofo, per dire basta a chi vuol fare campagna elettorale sulla pelle dei cittadini Liguri, per dire basta a chi troppo facilmente dimentica le promesse fatte. C’è da chiedersi se la giunta regionale Ligure sapesse dell’indirizzo del governo di far pagare le tragedie ai liguri e se ritenga giusto che lo si debba accettare passivamente oppure, come Regione, si possa dire qualcosa, sempre se siamo nelle condizioni di poterlo fare”.

Il 12 dicembre, annuncia Ghini «scusandoci se abbiamo rovinato i piani a chi pensava di avere l’egemonia sindacale in questa regione, saremo in piazza insieme alla Cgil, ma anche a tutta la società civile, per dire che non ne possiamo più di questa politica del carciofo con interventi da spot elettorali, ma vogliamo risorse su occupazione, ricerca, innovazione e sviluppo. Solo così la Liguria e l’Italia possono ripartire».

 

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