A Genova circa il 10% dei minori seguiti dai servizi sociali per maltrattamento è stato testimone di violenza domestica intrafamigliare: su poco meno di 8000 bambini e ragazzi presi in carico, 756 sono vittima della cosiddetta violenza assistita, prima causa di maltrattamento, insieme al maltrattamento psicologico.

Un fenomeno sociale molto diffuso, ma ancora relativamente poco conosciuto e riconosciuto, che è stato portato oggi all’attenzione dei professionisti e degli operatori del settore sociale e sanitario, nel corso del convegno “Non ne posso più: Violenza assistita – Conoscere e rafforzare la rete dei Servizi nel contrasto alla violenza familiare”, promosso da Regione Liguria, Anci Liguria e Istituto Giannina Gaslini.

Tra i temi all’ordine del giorno, gli assetti familiari e le condizioni di fragilità più tipici nei contesti contemporanei, gli effetti della comunicazione mediatica, l’inquadramento del fenomeno e le linee guida nazionali per gli interventi a favore dei bambini e delle bambine vittime di violenza assistita da maltrattamento sulle madri, le ricadute individuali e sociali e i costi per la sanità di quello che è a tutti gli effetti un problema di salute pubblica. Focus infine sulla rete dei servizi per intervenire e prevenire.

«L’evento di oggi è una tappa importante del percorso comune avviato da Regione Liguria insieme ad Anci con l’obiettivo di trovare insieme linee di azione concrete, anche grazie al confronto con gli operatori che affrontano un vissuto sempre più frequente di casi di violenza domestica in cui sono coinvolti bambini – ha commentato Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria – quello della violenza assistita è un tema ancora poco noto e raccontato, ma è un tassello e un importante passo avanti per attivare fuoriuscita da percorsi di violenza domestica. È questo un nuovo filone del percorso intrapreso con Anci, che prevede sinergia e confronto costante con tutti gli attori istituzionali coinvolti».

«L’impegno di Anci e Federsanità su violenza di genere e violenza assistita, come in tanti altri ambiti, è di fare rete tra i Comuni e tutti coloro che lavorano nei settori del sociale e della sanità, per creare collaborazioni, scambio di esperienze e buone pratiche e raggiungere così risultati concreti e condivisi – ha aggiunto Luigi Bottaro, direttore generale della Asl 3 Genovese e presidente di Federsanità Anci Liguria».

«La logica della rete è centrale, tanto più nelle dinamiche di violenza famigliare, dove mettere insieme i diversi attori coinvolti nei vari comparti rappresenta la conditio si ne qua non. In questo senso il lavoro sulla violenza assistita rappresenta una sorta di cantiere per sperimentare e consolidare lo spirito di rete – conferma Paolo Petralia, direttore generale dell’Istituto Giannina Gaslini – Parlare di violenza famigliare comporta inoltre il coinvolgimento di tutti i componenti, attraverso la presa in carico dell’intero nucleo famigliare e non solo del bambino:  un approccio che è per il Gaslini identità centrale e attenzione costante».

La violenza assistita è indissolubilmente collegata alla violenza di genere, su cui Regione Liguria e Anci Liguria sono attivamente impegnate in virtù del Protocollo d’Intesa “In rete contro la violenza” per la prevenzione e il contrasto della violenza nei confronti di donne, minori e persone vulnerabili. Il convegno di oggi è stata quindi occasione per tracciare un bilancio del progetto regionale di formazione sulla violenza di genere, condotto da Regione Liguria e Anci Liguria da maggio a novembre 2018. Un corso base, articolato in 4 edizioni sui territori di Genova e delle province di Imperia Savona e La Spezia, e un corso specialistico tenutosi a Genova, hanno offerto in totale circa 200 ore di formazione in aula e online, coinvolgendo oltre 300 operatori del settore, che a vario titolo si trovano ad affrontare casi di violenza sulle donne, quali assistenti sociali, volontari, operatori sanitari, forze dell’ordine, psicologi, dirigenti medici e counselor.

 

 

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