L’avvio di un dialogo per arrivare a una cabina di regia che consenta di decidere sulla sicurezza dei lavoratori dei porti di Genova e Savona in caso di allerta meteo, altrimenti i lavoratori sciopereranno a ogni allerta rossa, per cominciare.
La Protezione civile non ha “giurisdizione” nelle aree portuali e sino a oggi non c’è stato nessun regolamento interno per affrontare le allerte in sicurezza. Per questo i sindacati, dopo il pesante maltempo di fine ottobre, con l’incendio delle auto sulle banchine a Savona durante la mareggiata e due navi che hanno mollato gli ormeggi, solo per citare i problemi più pesanti, si sono mobilitati e, dopo un incontro interlocutorio stamattina con l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale (la Capitaneria di porto era assente), «la prossima settimana sarà convocato un incontro», annuncia Roberto Gulli, segretario regionale Uiltrasporti Liguria.
I rappresentanti sindacali di Uiltrasporti, Filt Cgil e Fit Cisl

Gulli aggiunge un’altra carenza: «La Capitaneria non ha comunicato la chiusura del porto in quei momenti difficili, nella parte marittima, così abbiamo dovuto proclamare lo sciopero al Terminal Spinelli, che in quel momento era l’unico aperto, per garantire la sicurezza dei lavoratori».

«La decisione di cosa fare per garantire il lavoro in tutta sicurezza – sottolinea Mauro Scognamillo, segretario generale Fit Cisl Liguria – spetta ai soggetti istituzionali, quindi l’Autorità di sistema e la Capitaneria, caso per caso».
I sindacati ricordano che esiste un’ordinanza del sindaco di Genova che dice di non muoversi da casa. Nel caso i terminalisti contestassero l’astensione dal lavoro sarebbe un punto in più a favore dei lavoratori.
Davide Traverso, responsabile dei portuali della Fit Cisl, evidenzia che durante la fase di maltempo è andata sin troppo bene: «È stato chiesto di spostare le auto in fiamme durante la mareggiata, non è stato comunicato di rinforzare gli ormeggi, una bettolina era rimasta in balia delle onde, solo per un miracolo non ci sono stati sversamenti».

Enrico Poggi, segretario generale della Filt Cgil svela che di questo problema si parla da anni: «Almeno quattro. Non si può più attendere. Il porto non deve essere un’isola a sé. Le regole della protezione civile devono valere anche per i lavoratori del porto. Se pensiamo che chi non è riuscito ad arrivare al posto di lavoro è stato sanzionato, c’è qualcosa che non va. Devono esserci regole chiare. Non accettiamo nessuna via di mezzo sulla sicurezza».

Lo sciopero, concordano i rappresentanti sindacali, rappresenterebbe una sconfitta nel non essere riusciti ad attivare una procedura standard, che nel caso entrasse in vigore, sarebbe comunque soggetta a verifiche e cambiamenti in corso d’opera.

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