Una crisi ormai strutturale quella delle nascite in Italia e in Liguria. L’ultimo aggiornamento dell’Istat, basato sui dati del 2017, vede a livello nazionale un calo delle nascite di 15 mila bambini in meno rispetto al 2016. 120 mila in meno rispetto al 2008, anno spartiacque della crisi economica.

Anche gli stranieri, che in questi hanno hanno contribuito a non far crollare il tasso di natalità in Italia già qualche anno fa, fanno meno figli.

Sono le donne italiane ad essere sempre meno numerose: da un lato, le cosiddette baby-boomers (ovvero le donne nate tra la seconda metà degli anni Sessanta e la prima metà dei Settanta) stanno uscendo dalla fase riproduttiva (o si stanno avviando a concluderla); dall’altro, le generazioni più giovani sono sempre meno consistenti. Queste ultime scontano l’effetto del cosiddetto baby-bust, ovvero la fase di forte calo della fecondità del ventennio 1976-1995, che ha portato al minimo storico di 1,19 figli per donna nel 1995.

A calare è soprattutto la quota dei primi figli rispetto al 2008. La Liguria è nelle prime tre regioni dove questa diminuzione è maggiore (con Umbria e Valle d’Aosta): -30,3% contro una media nazionale del -24,5%.

In diminuzione anche i primi matrimoni: la Liguria è nella fascia -27,9/-27,6%.

La prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine è dovuta a molteplici fattori, tra cui l’aumento diffuso della scolarizzazione e l’allungamento dei tempi formativi, le difficoltà che incontrano nell’ingresso nel mondo del lavoro e la diffusa instabilità del lavoro stesso, le difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni. L’effetto di questi fattori è stato amplificato negli ultimi anni dalla congiuntura economica sfavorevole che ha spinto sempre più i giovani a ritardare, rispetto alle generazioni precedenti, le tappe della transizione verso la vita adulta.

Un nato su cinque in Liguria ha i genitori stranieri. Se si guarda anche chi è nato da un solo genitore non italiano, la percentuale aumenta al 29,1%.

Per quanto riguarda il numero medio di figli per donna, con la Liguria al penultimo posto dietro alla Sardegna: 1,14 nel 2017 per le italiane, 2,01 per le straniere (dato da metà classifica). Il dato sul totale dei residenti è di 1,28. Nel 1995 (il picco più basso) era di 0,94, il più basso d’Italia.

L’età media delle donne è aumentata dai 30,8 del 1995 ai 32 del 2017 (33 anni le italiane, 28,6 le straniere), quella degli uomini è 35,7.

In Liguria il nome maschile più frequente nel 2017 scelto per i nuovi nati è Leonardo (3,6% del totale), per le femmine è Sofia (3,1%).

Le implicazioni di questo calo strutturale sono facilmente intuibili: sarà molto complicato trovare un equilibrio nel sistema pensionistico, visto che i baby boomer presto lasceranno il mercato del lavoro. Un aspetto che – a nostro parere – dovrebbe essere al primo posto delle politiche governative e invece si pensa ad altro.

Per ora non ci sono all’orizzonte decisioni politiche che agevolino o incentivino la genitorialità (proprio ieri abbiamo dato i numeri sugli asili nido), per cui il trend pare destinato a restare negativo.

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