Il consiglio metropolitano di Genova ha approvato all’unanimità (17 voti favorevoli) l’affidamento in house ad Amt del servizio di trasporto pubblico locale nel bacino genovese, il cosiddetto lotto 1 per il quale Città metropolitana aveva ritirato il bando di dialogo competitivo (erano arrivate solamente due offerte, ne abbiamo parlato qui).

«Il procedimento è stato lungo e complesso – ha spiegato in aula il consigliere Claudio Garbarino – Seguendo le disposizioni dell’Art, Autorità di regolazione dei trasporti, è stata attivata la procedura per chiedere una proposta di servizio ad Amt, che è stata valutata confrontandola sia con le performance di aziende simili, sia con quelle derivanti dall’applicazione di costi standard approvati dal ministero».

Amt opererà dunque in forza di un contratto di servizio stipulato con Città metropolitana. L’affidamento riguarda un arco temporale di 10 anni (con facoltà di proroga di ulteriori cinque, il massimo previsto da regolamento europeo), e avrà efficacia dal 4 dicembre 2019.

«Il servizio alla base dell’affidamento è quello ordinario – ricorda Garbarino – e non tiene conto dei servizi emergenziali». In numeri: si tratta di quasi 23,3 milioni di chilometri di percorso, di cui poco più di 22 milioni per le linee bus, quasi 523 mila per la metropolitana e quasi 573 mila di impianti verticali. L’ammontare lordo annuo è di 103 milioni di euro.

Si delinea dunque in modo chiaro il futuro in house di Amt. Ma altrettanto non si può dire per Atp, per la quale è ancora in corso il dialogo competitivo (lotto 2) e dunque la situazione non è ancora definita.

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