«Auspico che Carige abbia successo nell’aumento di capitale e confido che ci riprendiamo l’integrità del prestito subordinato». Lo ha dichiarato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nel corso dell’ annuale seminario dell’ associazione, parlando dell’intervento delle banche italiane attraverso lo Schema volontario del Fondo interbancario.

L’intervento del Fondo Interbancario a sostegno di Carige è un prestito subordinato con caratteristiche di convertibilità. «Non è un intervento di sistema – ha precisato Patuelli – magari lo fosse; vorrebbe dire che il 100% delle banche sarebbero tutte nello schema volontario ma non lo sono e non pagano tutti».

Patuelli fa parte del Consiglio dello Schema volontario che proporrà all’assemblea del prossimo 30 novembre la sottoscrizione del bond, una sorta di convertendo, fino a 320 milioni. Anche la banca guidata ddal presidente Abi, la Cassa di Ravenna, parteciperà alla sottoscrizione. «Avendo fatto interventi coatti a fondo perduto dal 2015 non mi rassegno al peggio – ha spiegato Patuelli – e spero che i soci di Carige, a cominciare dai principali, una volta esaminato il prospetto decidano di investire. Patuelli ha letto le interviste ottimistiche sullo stato di salute della banca del presidente, Pietro Modiano, e dell’amministratore delegato, Fabio Innocenzi. «Gli azionisti di Carige, tuttora di maggioranza, hanno espresso il nuovo consiglio e i vertici, che dicono quello che dicono, e se assumono la responsabilità».

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