È una «mattina complessa», dice Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, Associazione bancaria italiana, riferendosi alle operazioni di rafforzamento di Banca Carige e dell’annunciato intervento dello Schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi per sottoscrivere il bond subordinato dell’istituto. Il numero uno dell’Abi, si legge su Radiocor, ne ha parlato oggi nel corso del suo intervento agli Stati Generali del Credito, organizzati a Milano da Assolombarda: «È complessa perché questa volta noi abbiamo avuto tra capo e collo la necessità di prevenire una crisi con un intervento del ramo volontario del Fondo e questa volta parte non a fondo perduto − afferma il presidente dell’Abi − Si tratta di un prestito subordinato che confidiamo vivamente possa essere in pochi mesi rimborsato integralmente alla banche che lo sottoscriveranno, al seguito del successo pieno che ci auguriamo all’aumento di capitale deciso e aperto al pubblico per Carige».

Parole rassicuranti, quelle di Patuelli, ma l’intervento del Fondo suscita comunque preoccupazione: «Le banche in Italia hanno usato pochissimo, anzi nulla, rispetto ad altri Paesi, il Fondo per il salvataggio − lancia l’allarme Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria − Stiamo molto attenti perché l’incremento dello spread e l’attacco, tra virgolette, alle banche può comportare un elemento di credit crunch che poi arriva a creare un problema all’economia reale».

Non vede alternativa invece Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, preoccupato per la situazione della banca: «È un salvataggio che va fatto per non avere un effetto domino sul sistema (un eventuale default di Carige costerebbe a tutte le banche italiane 8 miliardi, la cifra dei depositi protetti della banca ligure, come spiega la nota del Fondo, ndr). Salvataggio sì, nazionalizzazione no», ha affermato a margine degli Stati Generali.

Timori per un effetto contagio? Secondo Boccia, per ora, non ce ne sono: «Per adesso non vedo un effetto contagio, dobbiamo stare attenti all’incremento dello spread che potrebbe portare un credit crunch, ma è ancora presto per dire chiaramente», spiega il presidente di Confindustria, che, tornando poi sulle parole di Patuelli, sottolinea: «Mi sembra che il messaggio di Patuelli di oggi sia molto significativo. Evitiamo generalizzazioni, valutiamo singole operazioni per quello che sono».

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