Il potenziamento della rete dei servizi, con la costituzione di equipe multidisciplinari ad hoc e la definizione di modelli organizzativi che garantiscano qualità e omogeneità della presa in carico, la costituzione di liste d’attesa in capo alle Asl per favorire le diagnosi precoci attraverso un accesso omogeneo ai servizi, promuovere la formazione degli insegnanti e di tutte le figure coinvolte nella vita del paziente, l’istituzione di percorsi che assicurino la continuità delle cure nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la mappatura dell’offerta di residenzialità e semiresidenzialità sul territorio regionale. Sono i punti cardine del Piano regionale in materia di disturbi dello spettro autistico, approvato venerdì scorso, 23 novembre, dalla giunta regionale insieme al progetto “Strumenti e percorsi in età evolutiva finalizzati alla continuità delle cure”, realizzato da Alisa insieme all’Istituto Superiore di Sanità e di cui la Liguria è capofila a livello nazionale.

«Abbiamo condiviso ogni passaggio del piano regionale e del progetto di Alisa insieme alle associazioni dei familiari dei pazienti che siedono al Tavolo regionale autismo», dice la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale.

Il piano regionale prende in considerazione tutte le fasi della vita di un paziente partendo dalla centralità della persona: nell’ambito del potenziamento della rete dei servizi, è prevista la definizione di percorsi di presa in carico differenziati in funzione delle sue condizioni e dei possibili obiettivi da perseguire che possono variare dalla vita indipendente con l’inserimento lavorativo a situazioni di residenzialità protetta per coloro che presentano livelli di disabilità più gravi. Al contempo, «la creazione di liste d’attesa unificate a livello di aziende sanitarie – aggiunge Viale – è stata una delle richieste più forti avanzate dalle famiglie, superando il sistema attuale in cui le liste d’attesa vengono gestite dai singoli centri riabilitativi convenzionati con tempi di attesa fino a due anni prima che il minore sia preso in carico dagli specialisti. Questo cambio di passo garantirà da un lato di una effettiva presa in carico precoce e multidisciplinare dei pazienti e, dall’altro, una maggiore trasparenza e equità di accesso ai servizi».

In linea con il piano regionale si inserisce anche il progetto “Strumenti e percorsi in età evolutiva finalizzati alla continuità delle cure“, finalizzato a garantire una presa in carico di qualità e omogenea su tutto il territorio dei pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico nella fase di passaggio dall’infanzia all’adolescenza e fino all’età adulta.

La Liguria è capofila a livello nazionale del progetto, elaborato da Alisa, finanziato dal ministero della Salute e oggetto di uno specifico accordo sottoscritto il 22 ottobre scorso con l’Istituto Superiore di Sanità.

Il progetto durerà 2 anni e vedrà la partecipazione come partner delle Regioni Veneto, Marche, Umbria e Campania. «Gli esperti ci dicono che nel 90% delle persone con questo tipo di patologia – spiega Viale – la disabilità permane anche in età adulta e per questo richiede interventi per l’intero ciclo della vita». Il progetto prevede la predisposizione di Progetti diagnostico terapeutico assistenziali educativi (cosiddetti Pdtae) mirati e individuali, che garantiscano una qualità e omogeneità delle cure, promuovendo l’acquisizione del maggior grado di autonomia possibile per consentire di “traghettare” al meglio il paziente e la sua famiglia all’età adulta, con la presa in carico da parte dei centri di salute mentale. Il budget complessivo del progetto ammonta a 1 milione di euro di cui 215 mila euro sono destinati a Alisa e altri 60 mila euro alla Regione capofila per le attività di coordinamento.

 

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