Chiusura incerta e contrastata per le Borse europee dopo le previsioni Ue di un rallentamento complessivo della crescita europea. Bruxelles rivede al ribasso le stime di crescita dell’eurozona per il 2019 a 1,9% dal 2% dell’estate e pronostica 1,7% nel 2020, precisando che «Incertezza e rischi, sia interni sia esterni, in aumento cominciano a pesare sul ritmo dell’attività economica».

Il Dax di Francoforte segna -0,4%, il Ftse 100 di Londra +0,3%, il Cac 40 di Parigi -0,1%.

Per l’Italia la Commissione prevede un pil a +1,2% nel 2019 e all’1,3% nel 2020 e un rapporto deficit/pil destinato a salire al 2,9% il prossimo anno e al 3,1% nel 2020, con il deficit strutturale in peggioramento. L’Italia, quindi, non rispetterebbe quanto indicato dal Consiglio Ue relativamente alla correzione del deficit/pil strutturale nel 2019. (Gli obiettivi del Governo italiano sono pil +1,5% nel 2019, +1,6% nel 2020, deficit/pil 2,4 nel 2019 e 2,1 nel 2020). Non solo. Roma, secondo le raccomandazioni Ecofin, dovrebbe garantire quest’anno un aggiustamento dell’indebitamento al netto delle misure una tantum e degli effetti del ciclo economico pari allo 0,3% del pil, e  invece secondo le stime della Commissione europea appena pubblicate non ci sarà alcuna correzione: il deficit/pil strutturale era dell’1,8% nel 2017 e restera’ all’1,8% quest’anno.

Le contestazioni della Commissione Ue hanno pesato in particolare su Piazza Affari, che ha terminato le contrattazioni in coda ai listini del continente, con Ftse Italia All-Share a 21.388,90 punti (-0,58%) e Ftse Mib a 19.429,14 punti (-0,57%). Lo spread BTp/Bund è tornato ad allargarsi. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco ha chiuso a 294 punti base, dai 290 punti della chiusura di ieri. In rialzo anche il rendimento del decennali italiano al 3,40% dal 3,35% della chiusura precedente.

Sul listino principale in evidenza Banco Bpm (+2,98%) dopo i risultati, Fineco (+2,6%), Azimut (+1,74%), e Poste Italiane (+2,09%). Giù Unicredit (-3,81%) penalizzata dai conti e Mediaset (-3,64%), in seguito a rumor sul contenzioso Premium con Vivendi. Fuori del listino principale crollo di Banca Carige (-8,89%), anche in seguito ad alcuni grossi ordini in vendita immessi nel finale di seduta. Complessivamente sono passati di mano 576 milioni di azioni, circa l’ 1% del capitale della banca ligure.

Sul Forex, l’euro /dollaro resta in area 1,142 mentre sull’obbligazionario.

Tra le materie prime cala il greggio, con Wti e Brent rispettivamente a 61,2 e 71,4 dollari, all’indomani del nuovo aumento delle scorte Usa mentre l’Opec continua a studiare un incremento dell’offerta.

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