«Sul Decreto Genova c’ è stata un’interlocuzione con il governo, con il premier Conte, con i due vicepresidenti del consiglio: ci sono cose su cui abbiamo concordato, altre su cui non abbiamo per nulla concordato e altre su cui abbiamo concordato che avremmo modificato in fase di conversione in legge. Il rapporto con governo è stato leale, non sempre di concordia sulle scelte fatte». Lo ha detto in audizione alla Camera il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Toti ha inoltre spiegato che «Non è un segreto che avrei ritenuto che Autostrade avrebbe dovuto risarcire il danno in forma specifica e in tal senso ci siamo mossi, chiedendo ad Autostrade di presentarci il piano di messa in sicurezza, demolizione e ricostruzione del ponte» ma «su questo non c’ era un accordo politico tra istituzioni locali e governo: ne prendiamo atto, non possiamo litigare, dobbiamo andare avanti».

«Il piano di Autostrade – ha inoltre precisato il governatore ligure – ci è stato consegnato, il Decreto Genova non era ancora stato pubblicato, ma in fase di pubblicazione: per correttezza abbiamo ritenuto di non analizzare neppure il progetto. Ora è a disposizione del commissario Bucci, come del ministro Toninelli e del presidente del consiglio. Il piano prevede dagli 11 ai 18 mesi per la ricostruzione, prevede l’ affidamento diretto perché la legislazione in quel caso lo consentirebbe, ed è un piano che non pregiudicava né la via della caducazione della concessione ad Autostrade per l’ Italia né i processi civili e penali sul crollo».

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