Non una previsione o una promessa, «ma un impegno contrattuale che siamo in grado di accogliere e assumerci». Lo ha detto Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, in audizione in Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera sul decreto Genova, riferendosi ai tempi per la ricostruzione del ponte Morandi presentati al governatore della Regione Liguria poche settimane fa.

Secondo Castellucci, se la ricostruzione del ponte venisse affidata ad Aspi, cosa che al momento è esclusa dal decreto al vaglio del Parlamento, la società avrebbe studiato diverse soluzioni che prevedono «per quella con i tempi più accelerati, circa 9 mesi per la demolizione e la ricostruzione e per il “progetto Piano” circa 15-16 mesi». Tempi «assolutamente mantenibili», secondo l’ad di Aspi, il quale ha aggiunto che la società «ha capacità tecniche, oltre 800 ingegneri, pensiamo di poter dare un contributo».

Castellucci, sempre nel corso dell’audizione alla Camera, ha ricordato i contributi erogati fino a oggi da Autostrade per l’Italia: «circa 800 contributi alle persone e alle imprese toccate dal crollo». Si tratta, in particolare, di 837 contributi, di cui 532 per gli sfollati e 305 per aziende, artigiani e commercianti.

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