«L’emendamento depositato ieri dal governo in commissione prevede una riscrittura dell’articolo 1, in cui si prevedono 72 milioni per tutti gli sfollati, per gli immobili e appartamenti da demolire già nel 2018, inoltre abbiamo inserito ciò che aveva chiesto il commissario Marco Bucci per riedificare il ponte nell’immediatezza, ossia la possibilità di attingere fuori dalla pubblica amministrazione, di far partecipare anche aziende appartenenti ad altre concessionarie esclusa Aspi e le sue partecipate, anche la presa di possesso del tratto autostradale», il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi commenta, a margine della presentazione della “Genoa Shipping Week del 2019”, le modifiche al decreto Genova.

Sul fatto che Autostrade per l’Italia abbia consengato un progetto di ricostruzione Rixi passa la palla a Bucci: «Vedrà il commissario, ricevo 3 progetti al giorno, sarà lui a sceglie quello migliore, lo abbiamo scelto capace apposta». Bucci, dal canto suo, non commenta: «Non l’ho ancora visto», ma si dichiara fiducioso «perché ho visto dei documenti in cui c’è quasi tutto». Il sindaco e commissario conferma che questa sera verrà aperto il by pass per l’accesso dei camion alla via della Superba dal casello dell’Aeroporto, mentre su via 30 giugno dovrebbe essere sabato la giornata per l’apertura».

Rixi chiarisce anche la questione sul fondo per i porti: «Abbiamo scoperto che il vecchio governo aveva decurtato a 30 milioni il vecchio fondo di 58. In sostanza se avessimo dato al porto di Genova tutti e 30 i milioni, gli altri porti non avrebbero ricevuto nulla. Il governo è intervenuto e stanzieremo 15 milioni sul decreto fiscale, così Genova riceverà una parte del fondo porti, con altri 15 milioni che resteranno disponibili per gli altri. In totale le risorse saranno di 45 milioni. L’anno prossimo probabilmente la quota per Genova scenderà per un’annualità tramite iva e attingerà da altre risorse. Inoltre con la prossima finanziaria riporteremo a 60 milioni il fondo».

Per quanto riguarda la cassa integrazione Rixi ribadisce che sarà prevista per le aziende della zona rossa: «Ci stiamo occupando anche della delocalizzazione, ma mentre sugli sfollati avevamo già dei dati, gli stessi non erano presenti per quanto riguarda le aziende, così ho chiesto di incontrare le aziende della zona rossa per stimare il plafond da mettere a disposizione del commissario per rilocalizzarle in modo che non abbiano danni irreversibili».

L’area della cassa in deroga andrà perimetrata per evitare utilizzi inappropriati, usata per scaricare problemi che non riguardano il ponte. «L’idea – afferma Rixi – è di risovere le criticità nel 2019 senza attendere la costruzione del ponte ed edificare infrastrutture di connessione in modo da farle tornare in piena competitività nel 2020».

Il viceministro è più pessimista per quanto riguarda la richiesta di istituire una Zes, Zona economica speciale: «Un problema insuperabile per via dell’Unione Europea, che non prevede aree al di fuori delle regioni di convergenza, per l’Italia al Sud, creod sia difficile risolverlo in questo decreto». Nel frattempo il governo sta attivando procedure per evitare l’applicazione degli aiuti de minimis su autotrasportatori e aziende per non incorrere in sanzioni legate agli aiuti di Stato e riuscire a incentivare il traffico portuale sullo scalo».

Nel decreto, conferma Rixi, non ci saranno accenni né a Terzo Valico né a Gronda: «Oggi bisogna stanziare fondi su progetti immediatamente cantierabili per Genova, sulla Gronda stanno arrivando gli esecutivi, nei tempi previsti dal progetto. Per il Terzo Valico ritengo che l’analisi costi-benefici andasse fatta anche prima, a beneficio dell’opera. Non voglio però che l’analisi faccia perdere il posto di lavoro a nessuno, il termine di ottobre sarà rispettato. Le due opere saranno presenti nei documenti successivi di programmazione economica».

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