All’undicesimo congresso regionale della Filcams Cgil Liguria è stato confermato segretario segretario generale della categoria Giovanni Bucchioni, che dal 2014 ricopriva l’incarico al primo mandato.

Bucchioni, classe 1962, nel 1981 si diploma perito navalmeccanico e inizia la sua esperienza in Cgil come membro del consiglio di fabbrica  in un’azienda del comparto ceramica. Nel 1989 entra nella Segreteria provinciale della Filcea per esserne eletto, dopo un anno, segretario generale, incarico che lascia dal 2002. Nel 2003 lascia le categorie ed
entra in Segreteria della Camera del Lavoro spezzina in qualità di segretario di organizzazione. Dopo 8 anni, a fine mandato, lascia La Spezia per trasferirsi a Genova dove nel 2012 entra nella Segreteria della Filcams regionale; viene eletto segretario generale della Filcams Cgil Liguria nel 2014 e il 16 ottobre 2018 viene confermato alla guida della
segreteria regionale.

Nell’intervento al congresso, Bucchioni si è soffermato sui prossimi obiettivi della categoria rispetto ai temi congressuali: «Lavoro, diritti e cittadinanza. Contrattazione d’anticipo, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, redistribuzione della ricchezza, conciliazione dei tempi di vita e lavoro sono gli obbiettivi. Non ultimi
i contratti collettivi da rinnovare e una legge sulla rappresentanza che non è più rinviabile. Dobbiamo avere coraggio nel definire meglio i perimetri contrattuali perché anche nei nostri settori abbiamo dumping contrattuali».

Sull’attualità Bucchioni ha sottolineato: «La nostra regione ci vede impegnati nella gestione di grandi crisi ma ci ha visto protagonisti nella tutela dei lavoratori del turismo, con il patto del turismo con la Regione Liguria, del commercio, con gli scioperi sulle festività e le iniziative regionali su lavoro domenicale e festivo, degli studi professionali. Protagonisti nella sottoscrizione di contratti integrativi e accordi sul welfare. Una nota particolare sulle lavoratrici e i lavoratori degli appalti. Quelle lavoratrici e quei lavoratori che guadagnano troppo poco, che hanno un grande senso di appartenenza alla Cgil, che faticano tanto, che
rischiano a ogni cambio di appalto di perdere ore e salario. Un settore che ha bisogno di questa Cgil e di interventi specifici. Un impegno doveroso che ci siamo assunti e dal quale non ci tireremo indietro».

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