Chiusura debole per le Borse europee, con Milano frenata dai dati deludenti del pil italiano nel terzo trimestre che hanno rimesso in moto lo spread BtP-Bund.

Nel terzo trimestre del 2018 l’Istat stima che il prodotto interno lordo (Pil) sia rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Il tasso tendenziale di crescita è pari allo 0,8%. «Nel terzo trimestre del 2018 – osserva l’istituto – la dinamica dell’economia italiana è risultata stagnante, segnando una pausa nella tendenza espansiva in atto da oltre tre anni». Il dato provoca negli investitori ulteriori dubbi sulla manovra economica del governo Conte, che punta su una crescita del pil pari all’1,5% l’anno venturo. Intanto oggi è uscita la notizia per cui secondo Goldman Sachs difficilmente il governo italiano sopravviverà alle Europee. «È improbabile – si legge nel rapporto – che il Governo sopravviva fino alla metà del prossimo anno. Più facile che venga sostituito da un esecutivo internamente più coerente o di centrodestra o di centrosinistra».

Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano benchmark (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco ha quindi chiuso la giornata a 311,50 punti base, dai 298 punti della chiusura di ieri, mentre il rendimento del decennale italiano e’ arrivato a sfiorare la soglia del 3,5%, al 3,49%, in forte aumento dal 3,35% di ieri.

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 20.915,75 punti (-0,28%) e Ftse Mib a 18.998,80 punti (-0,22%). Poco mosse le altre Borse europee, non incoraggiate dal perdurare della tensione tra Usa e Cina, dalla crescita modesta del pil dell’eurozona e dalla stagnazione italiana. Il Dax di Francoforte segna -0,4%, il Cac 40 di Parigi -0,2%, il Ftse 100 di Londra +0,1%.

A Piazza Affari contrastati i bancari, giù Fca (-3,22%) nel giorno dei conti del terzo trimestre e dell’annuncio della cedola straordinaria per un totale di 2 miliardi di euro.

Sul fronte dei cambi, l’euro viene scambiato a 1,1363 dollari (da 1,1385 dollari di ieri in chiusura). Vale inoltre 128,14 yen (da 127,96), mentre il rapporto dollaro/yen è a 112,75 (112,39).

In calo il prezzo del petrolio: il future su dicembre sul wti cede l’1,28% attestandosi a 66,35 dollari al barile.

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