Garantire un’alimentazione adeguata ai bambini delle famiglie in povertà e fornire supporto medico per monitorarne lo stato di salute sono al centro del rapporto redatto da Helpcode, insieme all’ospedale Gaslini di Genova, presentato oggi nell’aula magna dell’istituto. Anche in Italia, la malnutrizione infantile rappresenta oggi un fenomeno sempre più diffuso: ci sono quasi 1 milione e 300 mila minori a rischio denutrizione.

La malnutrizione infantile apre la strada – contrariamente a quanto si pensi – all’obesità: 1 bambino su 3 in Italia è in sovrappeso od obeso a causa di abitudini alimentari non corrette e uno stile di vita sedentario. 

È questa l’allarmante fotografia sul fenomeno della malnutrizione infantile presentata ai margini della “Giornata mondiale contro l’Obesità” (che si svolge l’11 ottobre 2018) da Helpcode Italia onlus attraverso il primo Report sulla Salute Alimentare Infantile, realizzato in collaborazione con l’Istituto Giannina Gaslini di Genova e l’Università di Genova.

La malnutrizione infantile rappresenta uno dei maggiori problemi di salute pubblica nel mondo; si tratta di un fenomeno complesso, che presenta due facce: da un lato, quella della denutrizione (nel mondo si contano circa 51 milioni di bambini gravemente denutriti ) e dall’altro, quella dell’obesità (negli ultimi 40 anni, il numero dei bambini e adolescenti obesi (tra i 5 e i 19 anni di età) è più che decuplicato, passando da 11 a 124 milioni).

Il nostro Paese, malgrado i miglioramenti registrati negli ultimi 10 anni, si colloca al secondo posto in Europa per diffusione dell’obesità infantile tra i maschi (21%) e al quarto per obesità infantile femminile (14%).
Scendendo nel dettaglio, in Italia il 21,3% dei bambini è in sovrappeso e il 9,3% risulta obeso. L’impatto sul Sistema Sanitario nazionale è stimato in 4,5 miliardi di euro all’anno.
Obesità e sovrappeso diventano anche fattori di rischio per le principali malattie croniche che si sviluppano in età adulta. Infatti, chi è obeso in età infantile, lo è spesso anche da adulto; aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all’infarto) e condizioni di alterato metabolismo (come il diabete di tipo 2 o l’ipercolesterolemia). Conseguenza di ciò è che, nella sola Unione Europea, 2,8 milioni di morti all’anno sono dovute a cause associate con il sovrappeso e l’obesità.

«Denutrizione e obesità non sono condizioni tra loro estranee – dichiara Giorgio Zagami, presidente di Helpcode Italia onlus – È molto probabile che una persona obesa abbia mangiato male nella sua infanzia. È quindi fondamentale lavorare con i bambini fin da tenera età e con le donne durante la gravidanza. Per questo vogliamo accompagnare le famiglie, soprattutto quelle che si trovano in condizioni di difficoltà economica, per aiutarle a far mangiare bene i propri figli. Il nostro progetto, C’era una volta la cena, ha l’obiettivo di prevenire ed eliminare la malnutrizione infantile attraverso aiuti concreti e una maggiore educazione alimentare. Il progetto, grazie all’utilizzo dei nuovi media si rivolge alle famiglie, alle scuole, ai decision maker e a tutte le componenti della società. Non vogliamo solo dare consigli e aiuti ma vogliamo iniziare un dialogo diretto e costruttivo perché siamo convinti che comprendere sia un buon inizio per risolvere. Infine, come accade per tutti i progetti di Helpcode, abbiamo previsto un’attività di monitoraggio sull’efficacia dell’azione e sull’utilizzo dei fondi».

«Per combattere sovrappeso e obesità la chiave strategica è usare un canale privilegiato partendo da progetti rivolti alla popolazione pediatrica, da estendere poi all’intera popolazione, con l’ausilio delle istituzioni, delle famiglie, e delle aziende territoriali cooperative impegnate nel sociale: è questa la linea d’azione prescelta dall’Istituto Gaslini e realizzata attraverso numerose iniziative clinico scientifiche e con specifiche campagne di prevenzione pediatrica», ha sottolineato in apertura dei lavori il direttore generale del Gaslini Paolo Petralia.

«I dati sull’obesità infantile in Liguria impongono un impegno maggiore da parte di tutti i soggetti coinvolti nel promuovere l’educazione alimentare e i corretti stili di vita − commenta l’assessore alla Sanità della Regione Liguria Sonia Viale − Nell’ottica di una medicina di iniziativa, abbiamo stretto un’alleanza forte con i medici di medicina generale per far fronte alle problematiche legate alle cronicità e anche per promuovere la vaccinazione antinfluenzale. Allo stesso modo dobbiamo puntare a un’alleanza con chi è maggiormente a contatto con le famiglie e i bambini ovvero con i pediatri di libera scelta, per intercettare i primi sintomi di sovrappeso e obesità anche nell’età prescolare, insieme all’Istituto Gaslini come hub di riferimento per tutte le aziende del nostro territorio. Gli obiettivi sono comuni e il nostro sistema sanitario regionale, anche grazie alla creazione di Alisa, oggi sa lavorare in rete. L’altro dato preoccupante è il legame tra povertà economica e obesità: una popolazione povera presenta maggiori rischi di obesità e cattiva alimentazione. Per questo bisogna lavorare anche sul fronte delle politiche sociali per supportare efficacemente le situazioni di disagio economico».

«Non vi è alcun dubbio che per combattere il sovrappeso e l’obesità bisogna iniziare molto presto addirittura nei primi anni tra 2-6 anni  come lo dimostrano recentissimi dati pubblicati il 3 ottobre sul New England Journal of medicine su una popolazione di 51.500 bambini seguiti fino all’adolescenza-18 anni − spiega Mohamad Maghnie, direttore Uoc Clinica Pediatrica del Gaslini − Il rischio di rimanere obesi in età adolescenziale è risultato di 40 volte maggiore in 50% di quelli che hanno avuto un rapido incremento del peso nell’età prescolare con sovrappeso o obesità entro l’età di 5 anni. È quindi a scuola che si possono offrire quelle informazioni essenziali per produrre scelte alimentari consapevoli ad alunni che non sono ancora in sovrappeso o obesità e alle loro famiglie».

Il percorso intrapreso dall’Istituto Gaslini “Educazione Alimentare 2.0”, iniziato nel 2016,  è della durata triennale con follow-up di controllo annuali, per confrontare le classi che subiscono gli interventi educazionali con le classi di controllo, al fine di rilevare miglioramenti nei comportamenti e abitudini alimentari è arrivato al compimento del secondo anno. Il Progetto è stato articolato su specifiche tematiche, per ogni anno, legate ai singoli alimenti e al timing della giornata alimentare, con approfondimenti ludici e laboratoristici degli aspetti nutrizionali correlati.

«Il percorso proposto è generale, in modo da affrontare l’argomento, comunque complesso e trasversale a svariati ambiti disciplinari, con un’organizzazione didattica distribuita, a diversi livelli a seconda dell’età degli allievi. Gli alunni partecipanti al secondo anno progettuale, circa 400, quest’anno di età compresa da 7 a 10 anni, sono stati suddivisi in quattro istituti scolastici, di Genova (Valpolcevera, Sturla, Sestri Ponente) e Provincia (Sestri Levante). Gli interventi educativi di questo secondo anno progettuale sono stati pianificati attraverso un’organizzazione didattica, pratica e teorica, distribuita a diversi livelli in base all’età dei bambini, nelle classi, seconde e terze e quarte della Scuola Primaria. Il bilancio per l’anno 2017/ 2018 su un totale di 333 bambini mostra il dato rilevante di un mantenimento della percentuale di normopeso stabile al 72% rispetto all’anno 2016/2017, si è  avuta inoltre una riduzione del 50% della percentuale dei soggetti sottopeso dal 4 al 2%. Dobbiamo però rilevare un dato allarmante: all’interno della popolazione sovrappeso abbiamo assistito a un passaggio dal sovrappeso all’obesità e con una percentuale stabile di obesità severa, oltre che un terzo dei bambini è già in sovrappeso o obeso nell’età scolare», descrive Maghnie, che aggiunge: «La distribuzione per scuole nell’anno 2017/2018 mostra il ruolo cardine del contesto sociale scolastico nell’efficacia dell’educazione alimentare. Dalla comparazione dei grafici risulta evidente come nell’Istituto di Genova Sturla si sia assistito a una netta riduzione della percentuale di soggetti in sovrappeso/obesità dal 29% nell’anno 2016/2017 al 17,1% nell’anno 2017/2018. Al contrario negli istituti di Sestri Ponente e Valpolcevera il trend è stato peggiorativo (con passaggio rispettivamente dal 20% al 25% di soggetti sovrappeso/obesi e dal 24% al 34.4%)».

C’era una volta la cena
Offrire assistenza concreta ai bambini a rischio malnutrizione a causa del disagio economico delle loro famiglie è la finalità principale della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “C’era una volta la cena”, che Helpcode ha realizzato in collaborazione con l’Ospedale Gaslini di Genova.
La campagna, ai nastri di partenza, ha l’obiettivo di finanziare un progetto di “Assistenza ed Educazione Alimentare” per garantire ai bambini bisognosi i mezzi per una sana e corretta alimentazione: ogni famiglia assistita riceverà, infatti, un codice che la collegherà a un supermercato, all’interno del quale verrà pre-selezionata una lista di prodotti salutari e idonei alla composizione familiare, selezionati dai nutrizionisti dell’Ospedale Gaslini. Le famiglie beneficiarie potranno recarsi nei supermercati convenzionati, scegliere gli alimenti necessari al proprio fabbisogno e, per pagare, presentare il codice ricevuto da Helpcode.
Per sostenere Helpcode in questo progetto, dal 9 ottobre sarà possibile effettuare una donazione tramite al sito www.helpcode.org.

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