Salone Nautico, Demaria (Ucina): «Il settore cresce a doppia cifra, il governo ci rassicura»

3,88 miliardi di fatturato globale, in crescita del 12,8% rispetto al 2016. Boom del 60% tra 2013 e 2017. La produzione nazionale indirizzata sul mercato italiano è stata di 788 milioni circa, in crescita del 15,4% rispetto all’anno precedente. 19.600 gli addetti effettivi, in aumento del 6,1%. Sono i principali dati dell’industria italiana della nautica, snocciolati oggi durante il convegno di Ucina, in corso al 58esimo Salone Nautico di Genova.

«Negli ultimi tre anni siamo cresciuti moltissimo – afferma Carla Demaria, presidente di Ucina Confindustria Nautica – Dopo anni bui, in cui siamo rimasti fermi mentre altre nazioni si riprendevano dalla crisi, la nostra reazione è stata unica. E oggi le parole del ministro Toninelli ci rassicurano ulteriormente». Il riferimento è all’annuncio, da parte del ministro alle Infrastrutture e Trasporti, del registro informatico integrato per la nautica da diporto, in arrivo a ottobre. «Ci consentirà di avere una mappatura complessiva del settore – sostiene Edoardo Rixi, viceministro ai Trasporti e Infrastrutture – Ci sono molti temi da affrontare, oltre al registro: il green, quindi la parte di motorizzazioni elettriche e sistemi per ridurre l’impatto ambientale delle imbarcazioni. Ma anche la formazione, sul quale stiamo lavorando in coordinamento col Miur in un progetto a più lunga scadenza. In Italia non riusciamo a formare abbastanza comandanti. Cerchiamo di affrontare la prossima stagione con un’ulteriore spinta».

Tornando ai numeri, gran parte del fatturato complessivo è stato realizzato grazie alla produzione nazionale, che ha raggiunto il valore di 3,23 miliardi di euro, coprendo quindi una quota pari all’83,3% (mentre la vendita di prodotti di importazione è stata di 646 milioni di euro). Il fatturato complessivo è stato generato in larga parte dal segmento della costruzione di nuove unità, che rappresenta la fonte maggiore dei ricavi del settore (58%). Seguono gli accessori (28%), i motori (8%), refitting, riparazione e rimessaggio (6%). «Il comparto degli accessori ha sempre saputo investire – commenta Andrea Razeto, vicepresidente Ucina Confindustria Nautica – E ha retto anche negli anni di crisi. Il risultato di quest’anno è notevole». Il fatturato del settore vale 1,08 miliardi di euro contro poco meno di un miliardo del 2016. La cantieristica è passata dai 2,16 miliardi del 2016 ai 2,48 miliardi del 2017.

In forte crescita la produzione italiana di superyacht, trainata dall’export: nel confronto con il 2010, è incrementata del 62% e le esportazioni sono cresciute dell’83,4% a fronte di un crollo del mercato interno che si è quasi dimezzato. Balzo anche del mercato del leasing (dai 303 milioni circa del 2016 ai quasi 480 milioni nel 2017),

In questo contesto la Liguria, con 120 imprese di cantieristica navale e da diporto, è seconda in Italia dopo la Lombardia (124). Per valore di fatturato è terza (716 milioni di euro circa, con 572 milioni circa generati dall’export) e conta 2.078 dipendenti. Le province che presentano i fatturati più elevati sono Genova, con 437 milioni di fatturato, e La Spezia, 226 milioni di euro (questi ultimi dati, fonte Istat, sono riferiti al 2016).

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