L’istituzione di una metropolitana su un percorso che già ci sarebbe, per alleggerire il disagio della val Polcevera. Una mozione dei consiglieri Giovanni Battista Pastorino e Francesco Battistini (Rete a sinistra/Liberamente Liguria), sarà in discussione nel prossimo consiglio regionale del 28 settembre.

La mozione prende spunto da una proposta di un cittadino sampierdarenese, molto attivo sui social network e già fondatore (poi fuoriuscito) delle Officine Sampierdarenesi: Stefano Fasoli, che era stata inviata a tutti i gruppi consiliari.

Si tratta di un percorso che passerebbe sulla linea ferroviaria ex merci rimasta in totale disuso dal 2002 (da Genova Santa Limbania), che potrebbe collegare la stazione metropolitana Dinegro con il polo scolastico di Genova Sampierdarena e raggiungere il Campasso (attualmente è il percorso scelto per il cosiddetto “ultimo km” del Terzo Valico dei Giovi). Dal Campasso si potrebbe utilizzare il binario destinato al trasporto merci (oggi dismesso e coperto da sedime) che raggiunge direttamente la stazione di Genova Pontedecimo. Attualmente la linea è in parte priva di binari.

Per questo i due consiglieri impegnano la giunta a effettuare tempestivamente un sopralluogo sul tracciato indicato, per arrivare a uno studio di fattibilità per l’utilizzo a scopo di mobilità urbana e di vallata, ma anche “a costituire immediatamente un tavolo tecnico con Comune di Genova, Rfi, Metro Genova e Autorità Portuale per sfruttare appieno il tracciato ferroviario sopraindicato, istituendo così un sistema viario alternativo di emergenza che permetta a tutti i cittadini della Valpolcevera di uscire velocemente dalla difficoltà creatasi”.

Fasoli è lo stesso che il marzo scorso, durante un incontro pubblico sulla questione lungomare Canepa col sindaco Marco Bucci, aveva lanciato l’allarme rimasto in ascoltato sul Ponte Morandi, dicendo che andavano accelerati i lavori sulla viabilità di scorrimento veloce per poterlo chiudere e consolidare. Allora era stato accusato di catastrofismo. Qui il suo intervento pubblicato su Faro di Roma dove racconta anche quell’episodio.

 

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