Ricavi netti pari a circa 470 milioni, utile di 5,5 milioni di euro rispetto a 20 milioni al 30 giugno 2017 pro-forma. Contribuzione del 90% circa legata alla business unit Distribuzione sostanzialmente in linea ai ricavi netti proforma al 30 giugno 2017. Sono alcuni dei principali risultati contabilizzati dal gruppo Orsero al primo semestre 2018.

L’ebitda adjusted, pari a 16,8 milioni, presenta un miglioramento rispetto ai dato pro- forma di 15,6 milioni del pari periodo dello scorso anno, evidenziando la positiva e stabile performance del settore distribuzione la cui marginalità mostra apprezzabili caratteri di continuità nel tempo attestandosi al 3,6% sui ricavi netti.

L’ebit, pari a 9,3 milioni, evidenzia un incremento rispetto ai 6,2 milioni al 30 giugno 2017 pro-forma, come conseguenza dell’importante crescita dell’ebitda e di minori oneri non ricorrenti.

Sul fronte patrimoniale, la posizione finanziaria netta si attesta a 52,7 milioni rispetto a 46,5 milioni di euro a fine 2017 sostanzialmente legate alla dinamica stagionale del capitale circolante.

Raffaella Orsero

«Il primo semestre 2018 continua a evidenziare l’ottima performance della business unit Distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi − sostiene Raffaella Orsero, vicepresidente e ceo di Orsero − L‘incremento della marginalità è la risultante delle positive acquisizioni concluse in Italia e in Spagna nel corso del 2017, e del processo di efficientamento del portafoglio prodotti. Proseguiremo nella nostra strategia di crescita organica che riteniamo possa ulteriormente consolidarsi nei prossimi anni anche attraverso una importante espansione e potenziamento della linea fresh cut. Continuiamo a valutare possibili operazioni di fusioni e acquisizioni in settori attigui e nel core business della distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi sempre con attenzione alla marginalità e alla miglior copertura geografica dei nostri mercati di riferimento».

Il settore distribuzione ha conseguito ricavi netti pari a 427 milioni, sostanzialmente invariati rispetto ai dati pro-forma al 30 giugno 2017, come la risultante di una crescita dei fatturati realizzati in alcuni Paesi, in particolare Spagna, +10% grazie agli aumentati volumi e prezzi unitari, cui fa da contraltare una diminuzione in altre aree per via principalmente di minori volumi, causati da diversi fattori: minori andamenti di alcune campagne (Italia, Francia) come anche a scelte strategiche di riposizionamento su prodotti che non garantivano margini adeguati (Portogallo).

Il settore import & shipping ha generato ricavi per circa 111,3 milioni, evidenziando una variazione negativa rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, caratterizzata da un più regolare andamento, nel semestre, delle vendite di banane e ananas, non sufficiente a compensare la diminuzione registrata dall’attività di trasporto marittimo. Per quanto concerne la commercializzazione di banane e ananas si segnala un contesto di volumi sostanzialmente stabili con prezzi unitari di vendita 5 complessivamente leggermente inferiori a quelli del primo semestre 2017; da qui la diminuzione del dato di fatturato. Tuttavia, grazie all’andamento più regolare delle vendite, la marginalità misurata dall’adjusted ebitda è migliorata in maniera sensibile. Per quanto invece concerne l’attività di trasporto marittimo, questa ha registrato un volume di ricavi che passa da 37,6 a 34,6 milioni di euro, per effetto della variazione del tasso di cambio del dollaro nei confronti dell’euro. La minore redditività, in termini di adjusted ebitda, rispetto al primo semestre 2017 sconta sia la componente cambio che una ulteriore compressione dei noli unitari praticati alla clientela unita alla maggiore incidenza del costo del carburante, cresciuto da 314 usd/ton medi del primo semestre 2017 agli attuali 367 usd/ton. I volumi trasportati sono, viceversa, in aumento rispetto al 2017 (+5%) per un “load factor” del 90%, superiore a quello dell’anno 2017, ma comunque ancora inferiore ai livelli degli anni 2015-16, a causa delle difficoltà non ricorrenti legate alle avverse condizioni climatiche nelle zone di produzione del centro America e alle perduranti problematiche sui porti caraibici di carico merce. Il settore servizi ha mantenuto ricavi sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno.

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