Ricavi per 27,4 milioni di euro (+30,3% rispetto al primo semestre 2017). Ebitda pari a 4,8 milioni di euro, valore anch’esso in crescita (+15,2%), risultato netto positivo per 900 mila euro, ma in calo rispetto al 2017. Posizione finanziaria netta a quota -17,5 milioni di euro rispetto ai -14,8 milioni del 2017. Sono alcuni dei principali dati di bilancio al 30 giugno 2018 approvato oggi dal consiglio di amministrazione di Giglio Group spa, piattaforma di e-commerce 4.0 quotata sul mercato MTA-STAR di Borsa Italiana.

Alessandro Giglio

«I risultati del primo semestre mostrano la bontà del modello di business di Giglio Group e hanno superato in termini di ricavi ed Ebitda il piano industriale pubblicato, ponendo le basi per un 2019 che ne esprimerà tutte le potenzialità», dichiara Alessandro Giglio, presidente e amministratore delegato di Giglio Group. «A inizio giugno abbiamo lanciato contemporaneamente in Italia il nostro t-commerce sul canale 68 del digitale terrestre e il nostro multibrand store ibox.it sul web, con una trasformazione del modello di business che si è riflessa sia sui maggiori costi che sulle minori entrate del settore media, ma i primi dati registrati in estate sono davvero soddisfacenti e premieranno i nostri sforzi − commenta l’ad − A poche settimane dal lancio, ibox.it ha totalizzato oltre 115k utenti unici con oltre 135k sessioni e 8k iscritti alla newsletter, un risultato superiore alle nostre aspettative. Nel primo semestre abbiamo investito per creare questa nuova e innovativa linea di business che rappresenterà un’ulteriore e importante fonte di ricavi futuri per l’azienda. Gli ottimi risultati registrati nei primi sei mesi del 2018 dal Gruppo, in aggiunta agli accordi strategici stipulati e alle iniziative intraprese, ci proiettano verso un 2019 pieno di aspettative».

Da un punto di vista delle aree di business si evidenziano, nella divisione Media, ricavi pari a 9,5 milioni di euro in crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (9,1 milioni di euro nel 2017); la crescita dei ricavi della divisione Media è attribuibile alla performance della controllata Giglio TV, tale valore sconta il lancio del t-commerce e dei canali 65 e 68 che stanno iniziando a registrare i primi risultati e che andranno poi a contribuire al fatturato e-commerce.

Nella divisione e-commerce, invece, i ricavi ammontano a 18 milioni di euro, in crescita del 8,1% rispetto al valore proforma dello stesso periodo dell’anno precedente (16,6 milioni nel 2017).

Da un punto di vista della distribuzione geografica, nel corso del primo semestre del 2018  i ricavi si concentrano per il 77% nell’area Euro e UK, per il 19% in Asia e per il 4% in Usa.

Il totale dei costi operativi, al netto dei costi non ricorrenti, si attesta a 20,4 milioni di euro, come conseguenza della crescita nel volume d’affari e con i principali incrementi individuabili nei costi di acquisto di prodotti, costi per servizi e costi per godimento beni di terzi. I costi del personale sono pari a circa 2,2 milioni, in crescita di circa 0,4 milioni rispetto al valore proforma dello stesso periodo dell’anno precedente, principalmente grazie all’incremento dell’organico relativo al gruppo Ibox e al potenziamento della struttura.

Gli oneri non ricorrenti, pari a circa 0,9 milioni di euro,si riferiscono per 0,5 milioni di euro ai costi sostenuti dal gruppo nel primo semestre del 2018 per il passaggio al mercato principale segmento STAR e 0,4 milioni a penali a titolo di mancato preavviso addebitate a seguito della formalizzazione dell’atto transattivo siglato a maggio 2018 con il precedente fornitore di banda di trasmissione televisiva.

L’Ebitda normalizzato si attesta a 4,8 milioni, pressoché in linea con i dati consolidati pro-forma relativi allo stesso periodo dell’anno precedente e una marginalità che si attesta al 18%, dal 19% del 2017, per effetto del passaggio, a partire da aprile 2018, da un modello strettamente televisivo, basato su ricavi da vendita di spazi pubblicitari, a un modello misto, e-commerce 4.0 (t-commerce), in cui prevale sempre più la componente di ricavo derivante dell’area del commercio elettronico. I maggiori costi sostenuti che oggi impattano
sulla marginalità rappresentano un passaggio fondamentale per la trasformazione del modello di business che il gruppo si attende impatterà molto positivamente sui risultati già dai prossimi esercizi.

L’Ebit normalizzato si attesta a 1,5 milioni di euro e include maggiori ammortamenti per via degli investimenti che hanno interessato il settore Media successivamente al primo semestre 2017.

L’utile netto del gruppo normalizzato è pari a 0,9 milioni, un risultato che sconta una maggiore incidenza degli oneri finanziari, pari a 0,5 milioni di euro principalmente per i maggiori costi del servizio di factoring (acceso a maggio 2017) e interessi su nuovi finanziamenti accesi successivamente al primo semestre 2017 e maggiori ammortamenti per via degli investimenti che hanno interessato il settore Media successivamente al primo semestre 2017. A ciò si aggiunge anche un significativo aumento delle imposte rispetto all’anno precedente.

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