L’autoriparazione ligure cresce al ritmo più sostenuto di tutta Italia. Nel secondo trimestre dell’anno le 2.300 imprese del settore sono aumentate dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2017 e rappresentano il 2,7% dell’intera filiera italiana, in calo di mezzo punto percentuale. I dati (fonte Unioncamere-Infocamere) emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio Mpi Confartigianato Lombardia. Oltre alla Liguria, le  regioni a registrare una crescita nell’ultimo anno sono Lazio (+0,4%), Sardegna e Calabria, pressoché invariate (intorno al +0,1%).

Se è vero che il trend della filiera è positivo nel suo complesso, lo stesso non si può dire dell’autoriparazione artigiana, che rappresenta quasi l’80% dell’intero settore: a fronte di un -1,3% nazionale, la Liguria riesce comunque a reggere, “limitandosi” a un calo dello 0,5%, al terzo posto dietro Molise e Campania (-0,4%). Nella nostra regione le micro e piccole imprese artigiane di manutenzione e riparazione di veicolisono 1.810 (erano 1.820 un anno fa), il 78,7% delle attività totali.

«Le nostre microimprese di autoriparazione – sottolinea Giuseppe Pace, presidente nazionale dei Carrozzieri di Confartigianato – tengono duro, nonostante una situazione non facile in cui tendono a essere avvantaggiate le realtà medio-grandi che, facendo leva su economie di scala, riescono a ridurre i costi. Ma non solo. Tra le maggiori difficoltà nella nostra attività quotidiana, quella di accesso ai dati per la riparazione dei veicoli, resi sempre più sofisticati dalle case automobilistiche: con il prepotente avvento dell’elettronica, il controllo del mezzo si sposta sempre più sulla programmazione, rendendo spesso difficoltoso o impossibile l’intervento manuale. Anche per questo la nostra categoria deve puntare moltissimo su una continua formazione e informazione, aspetti necessari per non perdere il passo con i cambiamenti che interessano il mercato e per far crescere le nostre competenze».

Scendendo nel dettaglio provinciale, spiccano La Spezia e Savona: nel savonese la crescita complessiva è del 2% nell’ultimo anno (da 407 a 415 imprese di autoriparazione), e per quello che riguarda l’artigianato, le microimprese sono passate da 356 a 362, per un aumento dell’1,7% (valore che la posiziona al secondo posto nella classifica nazionale).

La provincia spezzina si piazza al primo posto in Italia per variazione complessiva registrata nel corso dell’ultimo anno (+4,3%), con il numero di imprese passato da 277 a 289. Le realtà artigiane sono aumentate di tre unità, passando da 226 a 229 (+1,3%). A Genova panorama invariato tra 2017 e 2018: le imprese del settore sono rimaste 1.222, mentre quelle artigiane sono diminuite dell’1,5% passando da 929 a 915.

Trend negativo a Imperia: qui le attività di autoriparazione si sono ridotte dell’1,1% (da 378 a 374) e, in particolare, quelle artigiane sono diminuite dell’1,6% (passando da 309 a 304).

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