Chiusura debole per le Borse europee che oggi hanno ricevuto segnali contrastanti dalla macroeconomia e dalla politica internazionale. I listini sono stati spinti dal riavvio dei colloqui tra Usa e Cina e dalla decisione della banca centrale turca di alzare i tassi nonostante il ribasso chiesto dal presidente Recep Tayyip Erdogan. La riunione dell’Eurotower ha confermato i tassi sui livelli attuali fino all’estate 2019 e la guidance sull’uscita dal Quantitative easing. La Bce ha inoltre abbassato le stime sul Pil 2018 e 2019, rispettivamente a +2% e +1,8% (da +2,1% e +1,9%), mentre restano immutate le proiezioni sui prezzi al consumo dell’Eurozona (+1,7% annuo fino al 2020).

Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha affermato che «nonostante qualche moderazione dopo un forte 2017, gli ultimi indicatori in generale confermano la crescita», ma che «un ampio grado accomodamento monetario è ancora necessario per sostenere l’inflazione a medio termine». Draghi ha inoltre invitato i Paesi con debito pubblico elevato ad accelerare l’attuazione delle riforme strutturali. Il commissario Ue agli Affari Economici Pierre Moscovici definito l’Italia «un problema nella zona euro» e ha chiesto al governo italiano di presentare un bilancio «credibile».

Parigi segna – 0,08% a 5.328 punti, Francoforte+ 0,19% a 12.055 punti, Londra – lo 0,43% a 7.281 punti. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 23.119,47 punti (-0,49%) e FtseE Mib a 20.846,18 punti (-0,56%)

A Piazza Affari avanza Stm (+2,26%), grazie al lancio dei nuovi iPhone da parte di Apple, di cui è fornitore. Saipem (-5,01%) sconta il ribasso del petrolio e le dimissioni del chief financial and strategy officer Giulio Bozzini. Giù anche Campari (-4,6%), in seguito a un report di  Exane.

Sul Forex il dollaro arretra dopo i dati sull’inflazione di agosto inferiori alle attese (+0,2% su mese, +2,7% su anno). Euro e sterlina risalgono rispettivamente in area 1,168 e 1,31 mentre la lira turca porta il cambio con la valuta americana a 6,138 dopo le delibere della banca centrale.

Sull’obbligazionario lo spread Btp-Bund torna sui livelli della vigilia nonostante le dichiarazioni del commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici. Il differenziale tra Btp e Bund si attesa a 252 bp, con il rendimento del decennale italiano al 2,95 per cento.

Tra le materie prime l’oro scende a 1.200 dollari l’oncia, mentre calano le quotazioni del greggio con Wti e Brent rispettivamente a 68,7 (-2,4%) e 78,2 (-1,9%) dollari al barile, in scia all’aumento della produzione da parte dei Paesi Opec e al taglio delle stime sulla domanda nel 2019 della stessa organizzazione.

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