Il calo di giugno, soprattutto nel savonese, ha fatto sbilanciare il saldo complessivo delle presenze (pernottamenti) turistiche in Liguria nel 2018 in negativo rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso.

I dati aggiornati dell’osservatorio turistico regionale, parlano chiaro: aumentano (di poco) gli arrivi, ma scende la permanenza.

Il fatto che giugno sia già uno dei mesi “top” per la nostra regione, che si basa soprattutto sul turismo estivo, non fa ben sperare.

Il meteo, non bellissimo rispetto al sole praticamente continuo dell’anno scorso, può aver contribuito, soprattutto al calo di Savona, accelerando i rientri in anticipo, ma il sentore è che sia cambiato qualcosa nei flussi. Secondo Fabio Tosi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle «Una volta attenuata la grande paura legata agli attentati terroristici dello scorso anno, è arrivata la prevista, inevitabile, flessione. I dati di giugno dimostrano che il presunto boom era frutto di una mera congiuntura internazionale e non certo figlio di una reale visione o di una seria programmazione, di cui ancora oggi purtroppo non c’è la minima traccia. Meno presenze significano meno pernottamenti, meno lavoro per i ristoranti, i commercianti e per chiunque vive e lavora di turismo, con ricadute pesanti sia in termini economici che occupazionali».

In totale, sino alla fine di giugno, le persone che hanno scelto la Liguria sono state 2.182.780 contro le 2.175.405 del 2017 (+0,34%), le presenze invece calano di 118.466 unità (-1,90%).

Per il savonese si tratta di un anno non felice: il calo delle presenze è dell’11,9%, a giugno gli stranieri sono calati del 21,64%. In totale sono 132.389 notti in meno nelle strutture ricettive della zona. Se va male il savonese sono dolori.

Il grafico mostra quanto conti il savonese in Liguria in fatto di presenze

Invece sugli arrivi ha una parte preponderante la provincia di Genova, che ancora risente dell’influenza del capoluogo come città in cui trascorrere solo una notte.

Su questi grafici dovrebbero basarsi le future strategie della Regione Liguria e dell’Agenzia In Liguria che da troppo tempo vive una situazione commissariale in cui al vertice ci sono stati prima un politico come Carlo Fidanza, ora deputato, poi Pietro Paolo Giampellegrini, tuttora capo di gabinetto del presidente Toti e segretario generale dell’ente di piazza De Ferrari. Giampellegrini, avvocato cassazionista, è componente, in rappresentanza della Regione Liguria, del gruppo di lavoro della Conferenza delle Regioni per Expo internazionali (Astana 2017 – Dubai 2020).

Per Tosi serve un deciso cambio di marcia da parte della giunta Toti: «Se vogliamo davvero invertire la tendenza, non basta una campagna di promozione turistica, peraltro tardiva, per rimettere in piedi una stagione che si annuncia tutta a segno meno. Questi sono anche i frutti della mancata programmazione da parte di Agenzia in Liguria».

In effetti il lancio dell’hashtag #orgoglioliguria e gli itinerari “Sopra le righe” sono avvenuti praticamente con l’estate alle porte. Il primo serve più a stimolare l’orgoglio dei liguri appunto, mentre gli itinerari sono un’iniziativa lodevole ma di intrattenimento di chi ha già scelto la Liguria come meta.

I gruppi del Pd regionale e comunale fanno anche notare che la tendenza nazionale, secondo il ministero, resta comunque in crescita (arrivi e presenze sono in aumento di circa il 4%), per cui la situazione ligure stride ancora di più.

Nei grafici sottostanti un altro spunto: si capisce come la destagionalizzazione sia ancora una parola che compare spesso negli annunci e nei comunicati stampa, ma che non si sia ancora realmente concretizzata.

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