Preoccupazione da parte di Anci, Associazione nazionale comuni italiani, per la «sospensione delle convenzioni del Bando Periferie per 96 città e aree metropolitane italiane, anche alla luce degli oneri sostenuti per la progettazione e avvio di alcune opere previste», come afferma il presidente nazionale Antonio Decaro riferendosi al testo contenuto in uno degli emendamenti del decreto Milleproroghe, approvato lunedì in Senato.

Complessivamente, il bando ha permesso di redigere nel dicembre 2016 una graduatoria con i 2.177 interventi previsti dai 120 progetti candidati che interessano il territorio di 445 Comuni italiani (considerando i 348 Comuni interessati dai progetti delle Città Metropolitane) per un totale di oltre 2 miliardi e 61 milioni di euro.

Alla Liguria sono stati assegnati circa 111 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie: quasi 40 milioni alla Città Metropolitana di Genova, 18 milioni al Comune di Genova, altrettanti al Comune di Imperia, quasi 18 milioni al Comune di Savona e poco meno di 17 milioni al Comune della Spezia (clicca qui per la graduatoria nazionale completa).

Alla richiesta di Anci di eliminare dal Milleproroghe il comma in questione, si unisce anche Uncem (Unione nazionale Comuni, Comunità, Enti montani): «Visti i moltissimi progetti presentati due anni fa da Comuni e Città metropolitane, già esaminati in fase di avvio, riteniamo che il programma debba continuare e anzi, debba essere incrementato di progetti e di risorse», commenta il presidente nazionale Marco Bussone.

In Liguria con questi fondi si è potuto intervenire sulla riqualificazione di diversi siti periferici della regione, come il parco urbano e la pista ciclabile a Imperia, Villa Zanelli a Savona (nella foto in apertura), l’ex area Tarros alla Spezia, Villa Grimaldi, il mercato di piazza Tre Ponti, il centro civico di Buranello, i Magazzini del Sale, l’ex mercato del Campasso e il Chiostro della Certosa a Genova.

Per la Città Metropolitana di Genova, gli interventi previsti riguardano ristrutturazioni di scuole e il loro adeguamento antisismico, mitigazione del rischio idrogeologico, sistemazioni idrauliche e ristrutturazioni stradali nei Comuni di Busalla, Campo Ligure, Campomorone, Ceranesi, Isola de Cantone, Masone, Mele, Mignanego, Ronco Scrivia, Rossiglione, Sant’Olcese, Savignone, Tiglieto, Vobbia e la stessa città di Genova.

La replica del Movimento 5 Stelle Liguria, che in una nota spiega: “Con un nostro emendamento nel Decreto Milleproroghe […] abbiamo reso immediatamente disponibile per gli enti locali un miliardo di euro per investimenti che miglioreranno la qualità della vita dei cittadini. Non verranno a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi a progetti locali che attualmente non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati. Sono somme che comunque non verrebbero spese alla luce della sentenza della Consulta 74 del 2018, che ha rilevato l’illegittimità della gestione centralistica del Fondo previsto peraltro per meno di 100 Comuni. Con il nostro intervento realizziamo una semplice rimodulazione dovuta al ritardo nella elaborazione di progetti completi; e non certo un taglio, bensì uno sblocco degli investimenti a disposizione di oltre 7 mila Comuni”.

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