Sono 20 le vittime accertate al momento e 16 i feriti, tutti estratti dai veicoli sotto le macerie secondo quanto ha annunciato Luigi D’Angelo, responsabile dell’ufficio gestione delle emergenze del Dipartimento della Protezione civile, ma si continua a scavare sotto le macerie del ponte in Val Polcevera. Oltre una cinquantina i mezzi dei vigili del fuoco impegnati in parte nell’argine del torrente e in parte su via Argine Polcevera nel tentativo di estrarre quanti più feriti ancora in vita possibili. Sul posto sono arrivati nel pomeriggio i rinforzi da tutta la Liguria, Piemonte, Toscana ma anche Emilia Romagna e Lombardia. Stanno operando anche i mezzi di soccorso Usar, specializzati per scavare sotto le macerie in caso di terremoto.

Sulla sponda di via Argine Polcevera è stato estratto il corpo di una delle vittime più giovani, un bambino di 10 anni che viaggiava in auto con la mamma e il papà su uno dei veicoli precipitati dal viadotto, nel vuoto per 45 metri.

Tra via Porro e via Fillak per ragioni di sicurezza un centinaio circa di persone è stata fatta sfollare dalle abitazioni più vicine al luogo del disastro. I residenti sono stati in parte ospitati al centro civico Buranello di Sampierdarena.

I feriti sono stati tutti ricoverati negli ospedali di Genova.

Una trentina i veicoli e i 5-10 mezzi pesanti della Protezione civile coinvolti. Sul posto lavorano più di 1000 operatori tra polizia, carabinieri, vigili del fuoco e 118. Fortunatamente il tratto di ponte crollato si è abbattutto su capannoni vuoti e non sulle abitazioni vicine. Gli edifici sotto la parte non crollata del ponte sono stati evacuati in via precauzionale. Sono in corso verifiche sulla stabilità della parte del viadotto ancora intatta.

«Questo – ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – è il momento dell’impegno comune, per affrontare l’emergenza, per assistere i feriti, per sostenere chi è colpito dal dolore, cui deve seguire un esame serio e severo sulle cause di quanto è accaduto Nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità: lo esigono le famiglie delle tante vittime, lo esigono le comunità colpite da un evento che lascerà il segno, lo esige la coscienza della nostra società nazionale. È una catastrofe quella che ha colpito Genova e l’Italia intera. Su persone e famiglie inermi si è abbattuta una disgrazia spaventosa e assurda».

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è a Genova, in prefettura. Domani verranno anche il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Il Comune di Genova ha proclamato due giornate di lutto cittadino il 15 e 16 agosto.

Queste le modalità: la bandiera del Comune, così come quelle della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea saranno esposte a mezz’asta, o abbrunate in segno di lutto, a Palazzo Tursi, sugli edifici comunali su quelli degli enti pubblici e sugli edifici scolastici della città; il Comune, nel rispetto del principio costituzionale di libertà, invita i cittadini, le organizzazioni sociali, culturali e produttive di Genova a  esprimere, nel modo da ciascuno ritenuto più consono, il cordoglio e il dolore per il grave lutto che ha colpito la nostra cittadinanza e l’abbraccio dell’intera città ai familiari delle vittime. In segno di cordoglio, verrà sospesa anche ogni iniziativa di carattere ludico ricreativo organizzata dagli uffici e servizi del Comune di Genova.

(Foto di apertura del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Genova).

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