Antonio Brencich e Antonio Ferrazza lasciano la commissione ispettiva del ministero delle Infrastrutture e Trasporti sul crollo del ponte Morandi.

Brencich, professore di Ingegneria civile all’ Università di Genova, si è dimesso dopo le critiche al suo doppio ruolo, da una parte ispettore del disastro e dall’altra firmatario del parere positivo da parte del Provveditorato alle opere pubbliche sul progetto di rifacimento degli stralli del ponte. «La mia decisione di dimettermi – ha spiegato – coincide con una ragione di opportunità. Lo volevo fare già quattro giorni fa. Su questa vicenda si è alzata una questione politica, con la quale non ho nulla a che fare. Quindi, per ragioni di serietà, mi sono dimesso».

Le  dimissioni di Brencich sono annunciate  in una nota del ministero in cui si comunica anche che il ministro Danilo Toninelli «ha dato mandato per la revoca dall’incarico di presidente della stessa commissione per l’architetto Roberto Ferrazza, secondo ragioni di opportunità in relazione a tutte le istituzioni coinvolte in questa vicenda». Ferrazza, che guidava la commissione, era anche nel gruppo di esperti che approvò il progetto di rinforzo dei piloni, lo scorso febbraio.

A breve, informa sempre il ministero, sarà aggiunto all’organico della commissione ispettiva del Mit Alfredo Principio Mortellaro. dirigente del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

«Per giorni – scrive su facebook il deputato del Pd Michele Anzaldi – hanno detto di voler revocare la concessione ad Autostrade, invece per ora hanno solo revocato il presidente della commissione d’ inchiesta del ministero che Toninelli aveva nominato solo poche ore fa, insieme ad un altro tecnico che si è dimesso: questo grave errore di pressappochismo diventerà un assist legale per i Benetton? Ogni danno derivante da questa scelta sbagliata venga pagato personalmente dal ministro».

Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, in una nota dichiara: «Sul ministro dei Trasporti Toninelli ricade per intero la responsabilità politica di tentare in tutti i modi di nascondere ciò che il suo ministero avrebbe dovuto fare prima che il ponte crollasse: controlli, vigilanza, atti concreti. È una fuga dalla realtà patetica che la magistratura si sta incaricando di smascherare in tutta la sua gravità».

 

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