Un documento della Fondazione Gimbe, fondazione di diritto privato costituita dall’associazione gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze, mostra che, nonostante aumentino le prove di efficacia e di sicurezza del vaccino che previene il papilloma virus, negli ultimi anni si sta verificando un crollo delle percentuali delle bambine vaccinate. Il papilloma virus si trasmette per via sessuale, quindi è praticamente impossibile debellarlo senza l’aiuto della scienza.

È stato dimostrato che se l’intera popolazione di ragazze di 12 anni (l’età in cui solitamente si consiglia la vaccinazione anti Hpv) negli Stati Uniti fosse vaccinata, si eviterebbero ogni anno oltre 200 mila infezioni da Hpv, 100 mila test citologici della cervice con anomalie e 3.300 casi di carcinoma. Sì perché il papilloma virus provoca, oltre che delle fastidiose verruche e condilomi (vi risparmiamo la fotografia, ma non sono per nulla belli a vedersi, oltre che molto fastidiosi), ossia lesioni benigne della cute e delle mucose, anche dei tumori (nel caso il sistema immunitario non riesca a debellare rapidamente il virus). Il più diffuso è il tumore della cervice uterina, oggi l’unica forma di neoplasia riconosciuta come totalmente riconducibile a un’infezione, ma è anche implicato nella formazione di altri tumori in sede genitale (vulva, vagina, ano, pene) ed extragenitale (cavità orale, faringe, laringe).

Nell’eventualità di infezione cronica, la lesione tumorale si sviluppa in genere nell’arco di 7-15 anni dal contagio.

Anche il monitoraggio degli eventi avversi all’inoculazione, ha dimostrato che i vaccini anti-Hpv hanno un adeguato profilo di sicurezza, eppure, non vaccinare contribuisce a determinare morbilità e mortalità evitabili, oltre che un aumento dei costi dell’assistenza sanitaria.

Nelle femmine liguri il cosiddetto ciclo completo della copertura vaccinale, è passato dal 73,3% in quelle nate nel 1997, al 56,8 in quelle nate nel 2004. La media italiana è di 53,14, con il picco della Valle d’Aosta (72,5%) e il minimo della Sicilia (27,3%). Tra le ragazze del 2004, è poco più del 10% la differenza tra le ragazze che hanno effettuato almeno una dose del vaccino e quelle che hanno completato il ciclo.

Il piano nazionale 2017-2019 definisce un target maggiore o uguale al 95% per il ciclo completo per le ragazze nel 12° anno di vita, un valore lontanissimo dalla realtà.

La vaccinazione anti-HPV è offerta attivamente alle adolescenti nel dodicesimo anno di vita in tutte le Regioni italiane dal 2007/2008, a carico del Servizio sanitario nazionale.

La Liguria è una delle regioni che effettua la vaccinazione anche nei maschi, ma la copertura è solo al 31,1% per i nati nel 2004, ma comunque in cospicuo aumento rispetto all’anno precedente.

Non è solo colpa dei genitori: una recente survey nazionale condotta su un campione casuale di 640 pediatri di libera scelta ha dimostrato che solo il 18,4% raccomanda sempre la vaccinazione ai ragazzi di 11-12 anni, rispetto al 77,4% delle ragazze di pari età.

Per chi volesse informarsi con ulteriori dettagli, ecco il documento completo Fondazione Gimbe Papilloma Virus

 

 

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.