Sono 2.222 le imprese liguri attive nel settore dei trasporti. Di queste, ben 1.360 sono artigiane, il 61,2%. Lo dicono gli ultimi dati Istat (quarto trimestre 2017), elaborati dall’Ufficio studi Confartigianato.

In Italia l’incidenza artigiana è del 57,2%, il che equivale a 53.208 microimprese su un totale di 92.944. In generale, il settore ha accusato un forte calo nel giro dell’ultimo anno: il trasporto merci ha complessivamente perso circa 2 mila imprese (-2,2%), 2.420 nella sola area artigiana (-4,4%). Anche la Liguria non è rimasta esclusa da questo trend negativo: complessivamente il settore ha perso 72 imprese in un anno (-3,1%), 80 quelle artigiane in meno (-5,6%).

Il braccio di ferro col governo

Unatras, l’unione delle più rappresentative federazioni del trasporto su gomma, segnala al governo la mancata emanazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate che consente le deduzioni forfettarie per le spese non documentate delle imprese di autotrasporto, necessaria per completare le dichiarazioni dei redditi delle imprese che hanno diritto a tale beneficio. L’unione pone sul tavolo altri 5 punti su cui il governo deve trattare con gli autotrasportatori e prendere provvedimenti urgenti: la certezza delle risorse strutturali; il contingentamento imposto dall’Austria, in determinate giornate, al traffico dei camion in uscita dall’Italia; il ripristino della piena funzionalità del sistema delle revisioni dei mezzi presso le Motorizzazioni; la ripubblicazione dei “costi minimi della sicurezza” e il rispetto dei tempi di pagamento; l’estensione del rinvio della fatturazione elettronica anche agli acquisti di carburante in extrarete. Come scrive l’unione, in assenza di “risposte concrete”, l’Unatras opterà per il fermo dell’autotrasporto. Intanto, a Genova, Fita Cna, Confartigianato Trasporti, Fai Conftrasporto e Trasportounito hanno proclamato il fermo delle imprese che trasportano container al terminal di Prà,

Il dettaglio provinciale: a Genova si concentra la maggior parte di imprese di trasporto merci, in totale 1.403, di cui 811 artigiane (pari al 57,8%). Il calo complessivo è stato del 2,2% (32 imprese in meno), mentre tra le microimprese artigiane la riduzione è stata del 5,5% (-47 realtà). Nel savonese si contano 318 realtà totali, diminuite del 4,8% in un anno (-16 imprese). Le artigiane sono 239 (rappresentano ben il 75,2% del settore in provincia) e sono calate del 4,8% (12 microimprese in meno). Passiamo alla Spezia: qui il trasporto merci conta 252 imprese, diminuite del 4,5% (12 in meno nel giro di un anno). L’artigianato rappresenta il 69,4% del totale: 175 microimprese, diminuite del 4,4% nell’ultimo anno (perse 8 realtà). Infine, Imperia: sono 249 le imprese del settore in provincia, si sono ridotte del 4,6% (-12 imprese) e anche in questo caso le realtà artigiane sono oltre la metà (54,2%): 135, diminuite dell’8,8% in un anno (perse 13 microimprese).

«Come dimostra l’analisi, anche in Liguria il trasporto sta ancora affrontando un periodo di forte difficoltà. In questo contesto problematico, le nostre imprese devono fare i conti anche con altre criticità legate al settore, come viabilità, aree di sosta e tempi di attesa, e a questioni come quella del sommerso, al quale proprio il settore dei trasporti e magazzinaggio è particolarmente esposto – commenta il presidente di Confartigianato Liguria, Giancarlo Grasso – Il settore si aspetta forti risposte dal nuovo governo, a maggior ragione in Liguria, in cui oltre il 90% delle merci trasportate su strada è in conto terzi». Nel dettaglio, circa 23,4 milioni di tonnellate su un totale di 25,6 milioni (dati Istat 2016).

Per quello che riguarda, in particolare, le micro e piccole imprese artigiane liguri del settore autotrasporto (i dati Istat disponibili si fermano al 2016), se ne contano 1.143, su un totale di 1.453 in regione. 2.700 gli addetti. In Italia sono oltre 47 mila su un totale di 67 mila circa, gli addetti sono quasi 111.200.

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