Rinnovo degli spazi pubblici di quartiere, attività di recupero edilizio e impiantistico, programma di mobilità degli inquilini delle case popolari, piano di sicurezza e laboratorio di ascolto: attorno a questi temi ruota il piano di recupero del quartiere Diamante a Begato approvato oggi dalle rispettive giunte di Regione Liguria e Comune di Genova e presentato agli abitanti nella sede dei comitati di quartiere alla “Casetta ambientale”.

Frutto di politiche abitative degli anni Settanta e Ottanta, Begato, nato per ospitare famiglie provenienti dal centro storico, nel quale era prevista una intensa opera di ristrutturazione, è diventato negli anni uno dei quartieri più problematici non solo a Genova, ma in Liguria. Sulle condizioni di disagio e di emarginazione ha inciso la scelta originaria di localizzare i quartieri di edilizia residenziale pubblica in zone totalmente slegate dal contesto socio-culturale locale, la tipologia architettonica con circa 520 alloggi con una volumetria complessiva di circa 100 mila mc costituiti dalle cosiddetta “Diga rossa” e “Diga bianca”.

La scarsa qualità architettonica e la carenza di servizi essenziali hanno fatto il resto, favorendo nel tempo, una scarsa vivibilità e sicurezza. A questo si deve poi aggiungere la presenza di circa il 19% di abitazioni sfitte da ristrutturare e, spesso, rifiutate da potenziali nuovi assegnatari.

Da qui è nata l’iniziativa congiunta di Regione Liguria con il Comune di Genova e Arte (l’Azienda regionale territoriale per l’edilizia pubblica) per definire gli impegni reciproci e le linee di indirizzo programmatiche che mettano in atto un piano complessivo di rigenerazione del quartiere.

«Da tempo stiamo studiando come intervenire su un quartiere che presenta notevoli problemi, frutto anche di una politica edilizia non più attuale − spiega il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti − L’obiettivo è quello di creare le condizioni per una rivitalizzazione del tessuto sociale puntando, in particolare, sulla rigenerazione urbana, attraverso interventi mirati di manutenzione straordinaria e interventi sulle aree esterne. Inoltre vogliamo migliorare il rapporto con gli utenti attraverso i centri di ascolto mettendo a disposizione alloggi già pronti per chi trasferirsi in altri quartieri».

Primo punto, un laboratorio di ascolto, che prevede la realizzazione in loco di un’attività di ascolto per acquisire, attraverso incontri con i residenti, elementi per individuare soluzioni e migliorare, così, la qualità della vita nel quartiere. Altra questione, la mobilità degli inquilini delle case popolari, che si sviluppa attraverso l’attivazione di un programma di ricollocazione verso altre aree della città per soddisfare le domande di cambio presentate dagli utenti delle “Dighe”. A ciò si aggiunge un piano di sicurezza, che prevede la realizzazione di interventi per migliorare la vivibilità del quartiere, tra cui l’installazione di un sistema di videosorveglianza e di guardianaggio, in aggiunta all’attività di presidio svolta dal personale di Arte e del Comune di Genova con verifiche puntuali di Arte stessa sullo stato di conduzione dei singoli alloggi. Tra le linee programmatiche, anche la rigenerazione edilizia e impiantistica: realizzazione degli interventi sull’involucro degli edifici e di recupero delle parti comuni e degli alloggi sia per migliorare la qualità abitativa, sia per contenere le spese di conduzione e adeguare le reti e gli impianti; particolare attenzione sarà riservata ai gruppi di pompaggio e agli impianti di riscaldamento dei principali civici di via Maritano, Cechov, Sbarbaro, Pedrini e Brocchi dove sono previste opere di manutenzione straordinaria anche sulle coperture; interventi di minore rilevanza, ma sostanziali per l’utenza, riguarderanno gli impianti elettrici delle parti comuni, la sostituzione di citofoni e portoni. Azioni puntuali riguarderanno, inoltre, il rifacimento di facciate con isolamento a mezzo cappotto e infissi esterni. Infine, il rinnovo degli spazi pubblici di quartiere: riqualificazione delle aree esterne e dei servizi ludico-ricreativi. Verranno aumentate le strutture sportive (campo di calcetto e pista di pattinaggio) e resi più sicuri e confortevoli gli spazi dedicati ai bambini e agli anziani.

Secondo il sindaco di Genova Marco Bucci, «Abbiamo individuato un ordine delle priorità sulle quali intervenire, frutto anche di un confronto avvenuto recentemente nel quartiere con i Comitati e i cittadini della Diga di Begato. Il piano per la sicurezza è certamente una delle risposte più attese a cui seguono rigenerazione urbana, rinnovo degli spazi pubblici, cambio di alloggi degli abitanti, e i laboratori di ascolto. Si tratta di un primo intervento nella zona, monitoreremo con attenzione che tutto funzioni per il meglio e siamo pronti a intervenire per incrementare progetti e risorse».

Gli investimenti previsti ammontano a circa 4,6 milioni di euro.

«Questo intervento rappresenta nel concreto la volontà di concepire in modo diverso l’edilizia popolare – aggiunge l’assessore regionale all’Edilizia Marco Scajola – riqualificare i quartieri rendendoli più sicuri, più vivibili attraverso un’edilizia moderna e che mette al centro le esigenze del cittadino. Stiamo lavorando in grande sinergia con il Comune di Genova, i problemi sono tanti, gli errori del passato rendono il nostro lavoro certamente difficile ma insieme mettiamo in campo un’azione forte, dinamica e decisamente concreta per contrastare situazioni non più tollerabili».

Ammontano a 1444 gli alloggi nel quartiere Diamante di Begato, di cui 536 gli alloggi nei due complessi delle “dighe”. Circa il 40% dei nuclei assegnatari presenta delle irregolarità di natura contrattuale, soprattutto nel pagamento del canone e delle spese accessorie che, nei casi più gravi, hanno determinato la decadenza dall’assegnazione (51 nuclei).

Tutto ciò deriva, nella maggior parte dei casi, dal peggioramento delle condizioni di vita dei nuclei familiari costretti a vivere sotto la soglia di povertà assoluta, oppure costituiti da soggetti “fragili” (anziani ultra settantenni, persone sole con minori o disabili). Da un’indagine effettuata da Arte è emerso che il 15% circa dei nuclei familiari insediati nelle due dighe è composto da anziani soli, sistemati in alloggi con una superficie netta maggiore di 40 mq.

«Dopo la visita che abbiamo fatto a Begato nel mese scorso abbiamo lavorato sodo insieme a Regione e Arte per dare risposte concrete ai cittadini del quartiere», afferma l’assessore comunale alla Sicurezza Stefano Garassino. «Si tratta di un pacchetto di misure importanti con un impegno finanziario di quasi 5 milioni di euro che testimonia la grande attenzione di questa amministrazione per la rigenerazione della zona», dice Pietro Piciocchi, assessore all’Edilizia popolare del Comune di Genova. «Staremo vicini ai cittadini perché vogliamo migliorare le condizioni di vita delle persone e garantire la legalità e la sicurezza», sottolinea Garassino.

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