Le rappresentanze sindacali unitarie Fim Fiom Uilm di Fincantieri fanno pressing affinché avvenga il tanto discusso “ribaltamento a mare” nel cantiere di Sestri Ponente, temendo che, una volta terminate le commesse che garantiscono occupazione per i prossimi 4-5 anni, sia nuovamente necessaria una lotta per salvare il cantiere.

Al momento a Sestri Ponente sono 2.500 i lavoratori (indotto compreso) impegnati.

“Sono passati oltre 10 anni dall’intesa sul “ribaltamento a mare” – si legge nella nota – nel
frattempo i lavoratori (con settimane e settimane di sciopero) e la città di Genova con una grande lotta unitaria, hanno impedito la chiusura del Cantiere. Nel frattempo con l’evoluzione del mercato crocieristico l’Azienda ha riadeguato il suo progetto”.

I rappresentanti sindacali ricordano che negli ultimi mesi, agli incontri sindacali è stato detto: “dovendo far fronte a navi in costruzione più grandi  occorre un nuovo bacino che le possa ospitare nello stesso specchio  acqueo dove era previsto lo spostamento delle officine di terra”.

Tutti i contraenti si sono detti entusiasti della novità. Perciò l’opera, per i sindacati,
deve iniziare senza ulteriori indugi o ritardi. “Spetta alla politica dare il la ai lavori reperendo, se necessario, le ulteriori coperture finanziarie oltre a quelle già assicurate ed in
affido all’Autorità Portuale. Il tempo c’è, ma non vorremmo ritrovarci fra 4/5 anni nelle stesse condizioni del 2012.

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