Sono 280 le micro e piccole imprese artigiane liguri del settore orafo interessate al decreto che disciplina le modalità tecniche per l’invio dei dati e l’alimentazione del registro degli operatori “compro oro”. La maggioranza a Genova, 130, e poi 57 a Imperia, 56 a Savona e 37 alla Spezia. La normativa, che entrerà in vigore martedì 17 luglio, prevede una serie di disposizioni, in termini di costi e di adempimenti burocratici, che toccheranno non solo le imprese il cui volume d’affari deriva esclusivamente dall’acquisto di preziosi (appunto, i cosiddetti “compro oro”), ma anche le realtà di oreficeria che svolgono questo tipo di attività solo marginalmente.

«Nonostante il tentativo di Confartigianato, in fase di consultazione, di alleggerire questa nuova mole di adempimenti, il decreto carica i nostri orafi di una serie di imposizioni burocratiche, alla faccia della semplificazione – commenta Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria – Dalla comunicazione di dati e documenti, spesso già in possesso della pubblica amministrazione, al versamento di un contributo per la gestione del registro: si tratta di adempimenti onerosi in termini di tempo e denaro, di cui devono farsi carico le nostre piccole imprese artigiane anche se l’acquisto oro è un’attività che le tocca solo in minima parte. Sebbene sia giusto monitorare le attività sospette e favorire la disciplina dell’antiriciclaggio, anche nel circuito dei “compro oro”, riteniamo che questo debba essere fatto in una logica che sappia distinguere l’impresa che svolge un’attività manifatturiera artigiana, da quella che svolge una pura attività commerciale».

In particolare, come si legge nella nota di Confartigianato Liguria, “tra gli adempimenti previsti dal decreto pubblicato il 2 luglio in Gazzetta ufficiale, la necessità di attestare la presenza della licenza di Pubblica Sicurezza, peraltro non richiesta per coloro che sono iscritti all’Albo delle imprese artigiane, e l’obbligo di utilizzare un conto corrente dedicato in via esclusiva alle transazioni finanziarie eseguite in occasione di operazioni compro oro, il cui numero deve inoltre essere comunicato all’Oam (Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi, che gestisce il registro). Esiguo il termine di 10 giorni per la variazione dei dati comunicati dall’impresa e resta inoltre poca chiarezza sui costi di gestione del servizio a carico delle imprese: nel dl non è riportato alcun importo richiesto come contributo per l’istituzione e la gestione del registro. Come auspicato da Confartigianato, viene però precisato che nella determinazione del contributo si terrà conto della natura giuridica e della complessità organizzativa dell’operatore (numero di sedi operative, numero dei preposti) e l’esclusività o secondarietà dell’attività di compro oro esercitata”.

Il registro sarà operativo entro tre mesi a partire dall’entrata in vigore del decreto.

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