Chiusura in rosso per le Borse europee, colpite dalle vendite sul comparto auto, con Milano maglia nera, trascinata in basso dal crollo di Fca e dal calo degli altri titoli della galassia Agnelli. Il Dax di Francoforte segna – 0,87%, il Ftse 100 di Londra- 0,66%, il Cac 40 di Parigi -0,14%. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 23.776,74 punti (-1,28%) e Ftse Mib a 21.561,46 punti (-1,43%).

In Europa il comparto auto accusa i timori sui dazi e attende l’incontro di questa sera a Washington tra il presidente Usa Donald Trump e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, a Milano la notizia della morte di Sergio Marchionne seguita poche ore dopo dalla stime deludenti di Fca per ricavi ed ebitda del 2018 hanno portato al crollo del titolo della casa automobilistica italo-americana.

Dai numeri di Fca per i primi sei mesi del 2018 risultano un utile netto sceso dell’1% a 1,77 miliardi, mentre nel secondo trimestre e’ stato di 754 milioni (-35%). Azzerato il debito industriale, ma sono state tagliate le stime 2018 per ricavi ed ebitda: dopo diverse sospensioni in asta, Fca ha chiuso a -15,50%. Al mercato non sono bastate le rassicurazioni del nuovo ad Mike Manley, che in conference call ha confermato i target al 2022 sottolineando che il secondo trimestre era atteso come un trimestre difficile. Male anche Exor (-3,49%), Ferrari (-2,19%) e Cnh (-0,27%). Con il crollo di oggi, Fca ha perso 3,7 miliardi di capitalizzazione attestandosi a quota 21,679 miliardi, ed è stata superata da Ferrari, che alla chiusura di oggi capitalizza 21,699 miliardi.

Stm ha chiuso in calo dell’8,83% dopo una trimestrale positiva ma con previsioni sui margini che hanno deluso il mercato.

Sul fronte valutario l’euro è scambiato sotto i 1,17 dollari, con il dollaro in calo sui minimi da due settimane contro le principali valute: la divisa europea a fine giornata è scambiata a 1,167 dollari (da 1,1706 della chiusura di ieri) e 129,48 yen (da 130,06). Dollaro/yen a 110,94 (da 111,108).

Petrolio in rialzo dopo la diffusione delle scorte settimanali Usa: il contratto settembre sul Wti sale dello 0,9% a 69,13 dollari al barile mentre il Brent guadagna lo 0,68% a 73,92 dollari al barile. Le scorte sono scese di oltre 6 milioni di barili contro attese per una contrazione di 2,9 milioni di unità. Anche gli stock di benzina sono calati molto più  delle stime (-2,328 milioni di barili contro un consenso per un -900.000 barili).

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