«La banca cresce se cresce il suo territorio, se cresce il Paese. Quindi deve concorrere a promuovere lo sviluppo della comunità economica. E in un mondo che corre sempre più veloce, promuovere lo sviluppo per noi vuol dire aiutare i risparmiatori, famiglie e imprese, a capire il cambiamento, a non temerlo ma ad attrezzarsi per cavalcarlo». Così Cristina Balbo, direttore regionale di Intesa Sanpaolo per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, definisce la strategia complessiva della banca, che in Liguria conta 95 filiali e serve quasi 310 mila clienti (circa 19 mila imprese, 288 mila privati, 52 enti locali). La quota di mercato degli sportelli del gruppo in Liguria è del 12%, quella gli impieghi al 18%, il totale della raccolta al 15%.

Cristina Balbo

«La crisi – continua Balbo – ha acuito il senso di precarietà, di incertezza, i timori per il futuro ma la soluzione non è tenere i soldi fermi sul conto. E poiché la cultura finanziaria in Italia è ancora poco sviluppata, la banca ha il dovere di aiutare il cliente ad acquisirla, ad avere consapevolezza dei rischi e dei mezzi disponibili per affrontarli».

In sostanza, secondo la dirigente di Intesa Sanpaolo, la banca deve diffondere conoscenza. Fare cultura. «Sì. Bisogna uscire dal paradosso per cui proprio mentre cresce il bisogno di sicurezza restano sottoutilizzati i prodotti finanziari, di credito, di protezione. L’italiano medio è fortemente sottoassicurato. Per fare un esempio, soltanto il 60% delle case è coperta da assicurazione contro gli incendi, che pure costa poco. Si assicura contro l’incendio chi fa il mutuo, perché in questo caso è obbligatorio. Noi puntiamo molto sullo sviluppo del tema assicurativo. Siamo già i primi in Italia nella gestione dei risparmi delle famiglie e intendiamo estendere questa nostra presenza anche nella protezione dei patrimoni e nella gestione dei rischi: le famiglie italiane si rendono conto di poter fare sempre meno affidamento sul welfare e d’altra parte hanno la necessità di affrontare gli imprevisti che possono colpire la salute e la capacità di produrre reddito senza dover intaccare il proprio patrimonio».

Rispondere al bisogno di sicurezza con lo sviluppo delle assicurazioni

Per questo «con Intesa Sanpaolo Assicura svilupperemo sempre più la proposta di polizze assicurative nel ramo danni, dove puntiamo alla leadership nazionale nel ramo non auto, grazie anche alla presenza nelle filiali di 220 nuovi specialisti nel settore (3 in Liguria), dove oltre alle consuete operazioni di banca sarà possibile avere la più completa assistenza per la protezione dai rischi, sia per le famiglie che per le piccole e medie imprese».

«Abbiamo tre punti di forza: le nostre reti di distribuzione (Banca dei Territori in primis) per i rapporti con i clienti; la Divisione Insurance per le competenze di tecnica assicurativa, e l’Innovation Center di Torino che collabora allo sviluppo di nuove proposte ai clienti. Lo sviluppo del settore assicurativo danni, in particolare nel comparto non motor retail, è uno dei pilastri di crescita identificati dal nuovo Piano d’Impresa 2018-2021».

Il welfare pubblico incontra crescenti difficoltà nel garantire protezione a tutti, in compenso la normativa recente apre nuovi spazi al welfare aziendale (clicca qui per il nostro approfondimento sul welfare aziendale). Le ultime novità legislative nel settore offrono potenziali vantaggi sia alle imprese sia ai dipendenti, aprono nuovi spazi per sostenere, per esempio, l’istruzione dei figli, le assicurazioni legate alla non autosufficienza o alla malattia grave, il rimborso per la badante di familiari anziani, la possibilità di accedere all’assistenza sanitaria integrativa, sempre più richiesta. Strumenti e potenzialità che però bisogna conoscere.

Nuovi spazi di protezione con il welfare aziendale

«Noi da anni ragioniamo con gli imprenditori su questi temi e l’ottobre scorso abbiamo lanciato “Welfare Hub”, una piattaforma per la gestione di programmi di welfare aziendale che spazia su temi come la salute, la previdenza, la formazione, la famiglia e il tempo libero. Attraverso la sottoscrizione del servizio Welfare Hub di Intesa Sanpaolo, le aziende forniscono ai propri dipendenti l’accesso a una piattaforma digitale multicanale (navigabile da pc, tablet e smartphone) in cui potranno trovare beni e servizi per cui spendere il proprio “credito welfare”, scegliendo tra beni e servizi presenti all’interno delle aree di loro maggiore interesse: casa e famiglia, salute e benessere, risparmio e tempo libero. È una proposta flessibile, nel senso che la singola azienda decide se mettere a disposizione tutte o alcune delle potenzialità offerte dalla piattaforma. I dipendenti possono chiedere il rimborso di spese già sostenute, richiedere voucher per l’acquisto di beni o servizi, o destinare altri benefit alla previdenza complementare o alla cassa sanitaria integrativa».

Assicurazioni e welfare aziendale possono metterci al riparo dagli imprevisti, perlomeno dalle loro conseguenze economiche, e offrire l’accesso a beni e servizi che altrimenti molti non potrebbero permettersi, ma la questione fondamentale per chi guarda al futuro resta quella di tutelare e gestire il proprio risparmio. Impresa che appare sempre più difficile e complessa. E soggetta a insidie.

Il risparmio gestito

«È chiaro – premette la dirigente di Intesa Sanpaolo – che banche e istituti finanziari la fiducia dei risparmiatori devono conquistarla. Noi lo facciamo praticando un rigore assoluto nelle politiche di controllo interno. Detto questo, è altrettanto chiaro che non ci si può tutelare tenendo i soldi fermi sul conto e considerando la banca come un bancomat. Gli italiani sono da sempre grandi risparmiatori, ma hanno poca confidenza con gli strumenti finanziari. Una volta impiegavano i loro risparmi per comperarsi la prima casa e investivano il resto il resto in titoli di Stato. Ora è tutto più difficile, i titoli non rendono più come prima. Anche in questo caso bisogna acquisire una nuova consapevolezza, fare un salto culturale. Noi spingiamo molto sul risparmio gestito. Intendiamo consolidare la nostra assoluta leadership nella gestione dei patrimoni grazie a Eurizon, la struttura di asset management del gruppo che ha ormai una dimensione internazionale primaria nel risparmio gestito e punta in particolare a un ulteriore rafforzamento su selezionati mercati selezionati in Europa e in Cina, dove tramite Penghua (di cui Intesa Sanpaolo detiene il 49%) raccoglie già ora 75 miliardi di euro».

Il successo dei Pir

Una gestione oculata del risparmio può convogliare risorse verso le aziende con vantaggi evidenti per tutti. «Per aiutare le imprese a reperire forme alternative di capitale siamo stati i primi a proporre i Pir, piani individuali di risparmio. Nel 2017 Intesa Sanpaolo ha raccolto 2,7 miliardi di euro, prima nel settore. I Pir si sono rivelati un successo superiore a ogni aspettativa, grazie ai vantaggi fiscali e al sostegno che sono in grado di indirizzare verso l’economia reale». Clicca qui per la nostra intervista sui Pir

Il Progetto Filiera per sostenere le pmi

Il canale bancario resta comunque fondamentale per l’erogazione del credito ma, come è noto, spesso è difficilmente accessibile per le pmi, dovendo utilizzare sistemi standard di valutazione, imposti dalla normativa e dalle autorità di vigilanza europee, che privilegiano i dati quantitativi. «Molti paletti inseriti per veicolare l’attività di rating – precisa Balbo – sono stati pensati a livello europeo avendo come riferimento realtà diverse dalle nostre e quindi rischiano di penalizzare la nostra economia. Noi abbiamo iniziato anni fa a lavorare per modificare le norme sull’erogazione del credito. Siamo partiti dalla constatazione che uno dei motivi della vivacità del nostro tessuto economico è la presenza, accanto alle grandi aziende, di pmi dinamiche, duttili, attente alla qualità anche se non strutturate finanziariamente. E con il Progetto Filiera abbiamo puntato sulle filiere di eccellenza, costituite da una azienda capofila e dai suoi fornitori, che avessero con la capofila un rapporto sistematico e strategico. Grazie al collegamento con la capofila le aziende più piccole possono ottenere rating e crediti migliori, con un accesso più semplice e veloce e noi possiamo inserire maggiori elementi di valutazione di tipo qualitativo. Il modello del Progetto filiera è stato approvato dall’autorità di controllo.

Il Progetto in Liguria ha portato alla sottoscrizione di 10 contratti di filiera, da parte di imprese quali Costa Group, Fratelli Carli, Sanlorenzo Yacht, T. Mariotti, Industria di Leivi, Ucs, Ultraflex Control Systems, Uflex, Contship Italia spa. I fornitori sul territorio ligure che partecipano al programma filiere sono un’ottantina.

Collaborazione con associazioni di categoria e Università

I rapporti tra Intesa Sanpaolo e le associazioni di categoria del territorio sono consolidati e storici. Con Confindustria è attivo l’accordo che mette a disposizione strumenti e finanziamenti per gli investimenti in particolare per l’industria 4.0 (due i miliardi di erogazione previsti per il territorio Ligure), con la Facoltà di Economia dell’Università di Genova si lavora a un evento finalizzato all’assunzione di giovani studenti dell’ateneo. Inoltre la banca collabora con l’Università a corsi formativi su temi come l’innovazione, l’imprenditoria, le start up, il turismo e la tutela dei beni.

Formazione degli imprenditori

«Lavoriamo anche per la formazione degli imprenditori – precisa Balbo – con la società Intesa San Paolo Formazione. Gli imprenditori operano in un contesto che si trasforma continuamente. Riuscire a dare risposte concrete e tempestive alle loro necessità anche di adeguamento culturale vuol dire concorrere, e in misura non secondaria, ad accelerare lo sviluppo del Paese. Si tratta di corsi agili, dal taglio pratico, puntati prevalentemente su digitale e internazionalizzazione. Aiutiamo anche i partecipanti ad accedere ai fondi europei che finanziano queste attività di formazione, anche se per chi partecipa il punto fondamentale forse non è il costo ma il tempo da impiegare. Siamo molto contenti di questa iniziativa».

Il grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino

Piano d’impresa 2018-2021

Nell’ambito del piano d’impresa 2018-2021 Intesa Sanpaolo ha in programma di erogare 250 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine a imprese e famiglie per sostenere la crescita dell’economia reale del Paese. Per la Liguria significa circa 4 miliardi di nuovo credito in quattro anni.

Il mercato ligure

Il mercato ligure è in crescita moderata. Nel primi cinque mesi del 2018 in Liguria Intesa ha registrato un migliore andamento delle erogazioni dei prestiti personali alle famiglie, con crescite superiori al 10% anno su anno, segno di una migliorata fiducia e di una timida ripresa dei consumi. Ultimi dati sulle erogazioni al 30 maggio 2018 (focus Liguria): 110 milioni di euro alle imprese (in sostanziale pareggio rispetto ai primi cinque mesi 2017) 233 milioni ai privati. Per quanto concerne il mercato immobiliare, la banca nota una discreta ripresa di quello residenziale (da ristrutturare) e del nuovo di nuova generazione con una stabilità di prezzo, mentre il nuovo datato è ancora in sofferenza con conseguenti riflessi sul settore edilizio.

Un nuovo modello di servizio

Il nuovo piano d’impresa prevede un modello di servizio adeguato alle tendenze del mercato.

La banca prevede di passare al termine del piano dall’attuale 10% circa di attività digitalizzate a ben il 70%, una vera e propria rivoluzione che spinge a rimodulare l’offerta di servizio e a investire moltissimo, 5,8 miliardi di euro, in sviluppo tecnologico della digitalizzazione e in formazione continua del personale. Dal 2015 al 2017, le operazioni agli sportelli sono diminuite di oltre un terzo, quelle su canali diretti sono aumentate del 30%. La clientela multicanale ha superato il 60% (7 milioni). I dati dimostrano che App e internet banking saranno sempre più utilizzati in futuro, a scapito della tradizionale operatività in filiale. Lo spostamento dei clienti dallo sportello ai canali digitali spinge la banca a mantenere il contatto e la relazione con il cliente attraverso un nuovo modello di servizio.

Il modello di servizio di Intesa Sanpaolo si articola sempre più attraverso una rete di filiali distribuita su tutto il territorio che, se da un lato si ridurrà di numero, dall’altro avrà sportelli più grandi, con orari estesi fino alla sera e al sabato, con maggiori competenze e specialisti per la consulenza a famiglie, risparmiatori e imprese. Intesa Sanpaolo sta inoltre cambiando il volto delle proprie filiali strategiche. Il layout è pensato per utilizzare al meglio gli spazi, con una migliore specializzazione delle attività per l’accoglienza della clientela e per la sua privacy e si integra perfettamente con il canale digitale, grazie a soluzioni self-service evolute.

A fianco della rete tradizionale ci sarà una articolata offerta di servizi di prossimità, attraverso la capillare rete di Banca 5, che Intesa Sanpaolo sta sviluppando con i 680 tabaccai potenzialmente aderenti alla rete in Liguria. L’offerta di Banca 5 punterà su bisogni di base della clientela, come i pagamenti, le carte e la tutela assicurativa.

Intesa Sanpaolo sta inoltre potenziando ulteriormente la banca online: dalla nuova app, sviluppata per svolgere facilmente ogni tipo di operazione e favorire i pagamenti digitali tramite lo smartphone; al nuovo sito per operare nell’internet banking; fino alle filiali bancarie online, in grado di svolgere tutte le attività di sportello attraverso il telefono o i canali digitali e con orari particolarmente estesi. Nell’ambito di questo modello è quindi prevista anche la chiusura entro il 2021 di 1.100 filiali a livello nazionale, 3 hanno interessato la Liguria, 2 diventando sportelli, 1 è stata chiusa.

Razionalizzazione degli sportelli e nuove assunzioni

Con l’integrazione delle banche ex venete Banca Intesa da un lato ha razionalizzato gli sportelli in sovrapposizione, tra dicembre e marzo ha accorpato 10 sportelli (1 a La Spezia, 2 a Genova e 7 nella provincia di Imperia). Alla rete di sportelli fisici, Intesa Sanpaolo è in grado di aggiungere servizi innovativi in multicanalità che comprendono: OFS, OAD, APP (che a breve riguarderà anche altri servizi come wealth management in generale), Filiale on line (potenziata). Sono stati salvaguardati i posti di lavoro tanto che sul territorio ligure sono stati acquisiti 48 dipendenti.

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