Ci sono voluti anni, ma alla fine è arrivato il giorno dell’inaugurazione del Centro di ricerca in risonanza magnetica sulla sclerosi multipla e patologie all’ospedale San Martino di Genova, grazie al sostegno della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism) e di Aism (di cui proprio quest’anno ricorre il cinquantenario della sua fondazione).

Da sin. Giovanni Ucci, Sonia Viale, Paolo Comanducci e Mario Alberto Battaglia

La chiave di tutto consiste in un tomografo a risonanza magnetica di fascia alta 3 tesla (Siemens magnetom prisma – system), il primo in Italia di questo genere. L’acquisto è stato effettuato dalla Fism. Il centro di ricerca farà parte del Networking italiano di neuroimaging (Inni), per la condivisione di informazioni e tecniche avanzate di risonanza magnetica.

«L’apparecchiatura ha delle caratteristiche peculiari – racconta Lucio Castellan, direttore del dipartimento della diagnostica, della patologia e delle cure ad alta complessità tecnologica del San Martino –  sarà dedicata alla ricerca in ambito neuroradiologico: non solo sclerosi multipla, ma anche demenza, psicosi, malattie psichiatriche, in modo da sviluppare sequenze che definiscano meglio gli aspetti di queste patologie. Grazie all’altissima risoluzione è possibile vedere con dettaglio i fasci nervosi all’interno dell’encefalo per studiare anche i rapporti con alcuni tumori».

«Grazie a questa risonanza possiamo anche capire cosa succede quando si somministra una terapia – spiega Mario Alberto Battaglia, presidente Fism – siamo orgogliosi di dare un contributo alla ricerca genovese, che è ai primi posti nel mondo. Nessuno può fare ricerche di questo tipo in Italia. In questo modo verrà costruita una banca dati di immagini di risonanza, per avere delle linee guida».

Oggi si sa molto di più sulla sclerosi multipla: si parla di ben 200 geni coinvolti nella predisposizione, la malattia è collegata al sistema immunitario, al metabolismo della vitamina B, al fumo, è più frequente nelle donne. Oggi i farmaci ne rallentano la progressione, ma al momento chi ha una cosiddetta forma progressiva di sclerosi, non ha una terapia. Grazie al contributo della Fism stiamo sperimentando sull’uomo la ricerca basata sulle staminali, «I ricercatori di Genova – aggiunge Battaglia – coordinano un grosso studio internazionale, stiamo lavorando per arrivare a riparare il danno alla mielina per chi è già colpito dalla sclerosi multipla».

 

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