Presentata oggi a Genova, nella sede di Banca Carige, alla presenza del sindaco di Genova Marco Bucci e del governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, Dock, partnership tra la banca ligure e Ibm. Dock è nata con l’obiettivo di ottimizzare e innovare le procedure informatiche e la gestione delle infrastrutture tecnologiche del Gruppo Carige.

Con sede a Genova, la newco, partecipata all’81% da Ibm e al 19% da Banca Carige, è operativa dall’1 giugno 2018.

L’accordo, di durata decennale, rafforza e consolida la partnership tra le due aziende attraverso la realizzazione di un programma di trasformazione, che garantirà la razionalizzazione dei costi per l’istituto ligure e sosterrà le sue strategie di crescita e diversificazione con soluzioni digitali avanzate e competitive.

La partnership si inserisce nel processo di riorganizzazione più generale che Banca Carige ha avviato a partire dal Piano Industriale 2017-2020. Nell’ambito del processo di razionalizzazione, che coinvolge tutti i settori del gruppo bancario, la semplificazione dell’ambiente IT, l’ottimizzazione delle applicazioni e la maggiore flessibilità in un’ottica di trasformazione verso la banca digitale, sono la condizione necessaria per rispondere alle nuove esigenze di business. Il programma di trasformazione, in particolare, prevede l’introduzione di tecnologie innovative, metodologie big data, analytics e strumenti cognitivi, con l’obiettivo di migliorare la competitività commerciale della Banca.

Le attività di Dock si concentreranno su diverse aree chiave, che hanno l’obiettivo di guidare l’innovazione e la competitività della banca, impostando un percorso basato sul concetto di “miglioramento continuo” che, in una logica di evoluzione progressiva e sostenibile, permetta di affrontare un contesto in costante cambiamento.

“Gli interventi previsti – si legge in un comunicato congiunto Ibm-Carige – porteranno a un’ottimizzazione dei costi, attraverso un processo di trasformazione digitale dell’infrastruttura tecnologica della banca con l’evoluzione verso un modello “IT ibrido” e una progressiva migrazione di carichi di lavoro negli ambienti cloud; una trasformazione verso una banca di nuova generazione, agile nel rispondere al cliente, creativa e aperta a collaborazioni innovative nel settore; uno sviluppo e un’offerta di servizi innovativi attraverso l’automazione dei processi delle filiali, anche con l’utilizzo esteso della robotica e l’evoluzione delle competenze dei suoi operatori come consulenti finanziari; una costante attenzione alla continuità operativa, alla sicurezza delle operazioni e alla conformità con l’ambiente normativo”.

La newco, guidata dall’amministratore delegato Paolo Sangalli, al momento è composta da 173 professionisti, di cui 133 specialisti provenienti da Banca Carige e 40 da Ibm, e prevede, nell’ambito del suo programma di crescita, nuove assunzioni. A questo scopo Dock sta già collaborando con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova per la preparazione e selezione delle nuove competenze professionali necessarie.

«La partnership con Ibm – dichiara Paolo Fiorentino, amministratore delegato di Banca Carige – rappresenta una svolta importante e un nuovo punto di partenza per la banca. Con sempre maggiore energia potremo concentrarci sulla nostra attività tradizionale di banca commerciale e, grazie a un partner internazionale di primissimo standing, raggiungere standard elevati di efficienza dei processi di business, all’avanguardia nel settore bancario. Potremo avvalerci di soluzioni sempre più innovative, grazie all’importante capacità di investimento di Ibm per lo sviluppo di nuove tecnologie. Siamo onorati di poter condividere l’avvio di questa partnership, che crea valore sul nostro territorio di riferimento, alla presenza delle più importanti istituzioni locali. Il nome scelto per la newco, “Dock Joined in Tech”, mette insieme le diverse anime delle nostre aziende: dock, che richiama il legame di Genova e della banca con il mare e con le attività produttive e di servizi ad esso collegate, si unisce alla tecnologia e al fintech per rinnovarsi e innovare, al passo coi tempi».

«Con questa nuova alleanza – spiega Enrico Cereda, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia – nasce un percorso che porta il settore bancario verso un futuro ricco di nuove competenze professionali e di opportunità oggi offerte dall’innovazione e dal progresso tecnologico. Ibm Italia è orgogliosa di accompagnare una delle più antiche Istituzioni finanziarie del Paese lungo la strada della trasformazione digitale. Cinque anni fa – ha aggiunto Cereda – abbiamo creato una partnership simile con Unicredit a livello europeo, sei mesi fa abbiamo fatto qualcosa di simile con Mediobanca, ma con Carige andiamo oltre, non gestiremo solamente la parte infrastrutturale, ci occuperemo anche della parte applicativa. L’operazione con la banca è a tutto tondo per quanto riguarda l’information technology, per l’efficienza e le soluzioni applicative. Quello di Carige è uno step ulteriore rispetto a quello che abbiamo fatto in passato. Carige ha fatto un’operazione lungimirante che altre banche penso faranno nel prossimo futuro, non tra cinque o dieci anni ma nei prossimi mesi, e noi siamo pronti per questo».

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