Chiudono in moderato rialzo le Borse europee una giornata volatile e contrastata, nel giorno in cui la commissione Ue ha deciso di far partire ufficialmente le procedure per l’attivazione delle contromisure in risposta ai dazi Usa su acciaio e alluminio e in Italia il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte non ha eliminato le incertezze sulle decisioni che saranno adottate dal suo governo in materia fiscale e soprattutto sulla loro copertura finanziaria. Gli operatori, inoltre, attendono l’esito del consiglio direttivo della Bce previsto per il 14 giugno, che dovrà definire i passaggi per la riduzione progressiva del Quantitative Easing.

L’indice d’area Stoxx 600 chiude sulla parità. Madrid segna +1,09%, con il nuovo governo guidato dal socialista Pedro Sanchez, Francoforte +0,34%, Londra +0,33% e Parigi -0,06%.

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 24.039,13 punti (+0,27%) e Ftse Mib a 21.807,59 punti (+0,26%). Lo spread tra BTp e Bund ha chiuso in netto aumento. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco ha terminato a 246 punti base, dopo aver superato in mattinata la soglia dei 250 punti base, +7 centesimi dalla chiusura di ieri a 239 p.b. (218 p.b. venerdì). Sale anche il rendimento del BTp benchmark decennale che si attesta al 2,93% dal 2,77% della chiusura della vigilia (2,90% l’apertura).

Piazza Affari non sembra avere risentito in misura determinante dell’avvertimento di Moody’s, che nel report “Banking – Europe; Despite significant progress, problem loans are still an issue for some large banks” annuncia che quattro anni dopo la fine della crisi del debito sovrano in Europa le banche hanno compiuto progressi significativi nel disfarsi degli npl ma per alcuni istituti di credito gli stock di crediti problematici rimangono elevati e gli npl sono sopra il 30% in Grecia e a Cipro, in Italia sono all’11%, in Polonia al 5,8% e in Spagna al 4,5%. Tra i titoli che oggi hanno chiuso con i maggiori rialzi sono Finecobank (+5,93%), grazie anche ai dati della raccolta di maggio, Banco Bpm (+4,41%), Banca Generali (+3,83%) e Mediobanca (+3,2%)

Sul fronte dei cambi, l’euro/dollaro si è rafforzato, tornando sopra quota 1,17 sul dollaro: è scambiato a 1,1768 (da 1,1678 ieri in chiusura). L’euro/yen vale 129,5 (da 128,17), mentre il dollaro/yen è pari a 110,04 (da 109,7).

Scende il petrolio, dopo la diffusione dei dati sulle scorte Usa, risultate in aumento contro le previsioni. Il wti, contratto con consegna ad agosto, cede l’1,39% portandosi a 64,55 dollari al barile.

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