Nella città più longeva d’Europa, in cui si parla tanto di silver economy come volano di crescita, turismo e occupazione, c’è anche chi pensa ai giovani e al loro futuro, lanciando un’idea all’amministrazione comunale. È Manuela Arata, saggio del sindaco Bucci per innovazione e tecnologia, che propone una casa digitale come luogo di orientamento per i giovani ai settori digitale e informatico. La proposta, «per ora solo una mia idea», precisa Arata, non poteva che essere descritta al convegno in corso a Palazzo Tursi, “diGenova – Urban Digital Transformation-Formazione digitale per trasformare la città“, organizzato dall’Ufficio Formazione del Comune.

L’idea nasce dalla necessità di orientare i giovani verso una formazione digitale e informatica, per far crescere le professioni del futuro e soprattutto quelle più ricercate dalle imprese attive nelle tecnologie digitali. Tecnologie sulle quali, tra l’altro, la giunta comunale punta molto per fare diventare «Genova la più grande città del Mediterraneo», come ha spiegato il sindaco in apertura di convegno, «e per farlo non bisogna commettere l’errore di pensare al 4.0 come scopo: il 4.0 deve essere il mezzo per raggiungere il nostro obiettivo, quello di far crescere la nostra città», precisa Bucci.

«Perché non creare quindi un luogo in cui i giovani possano imparare, ma soprattutto divertirsi, sfruttando tutti gli strumenti digitali a disposizione − spiega Arata − penso alla realtà virtuale, agli e-sport, alla musica elettronica, ma anche a spazi commerciali e a luoghi di studio, che a Genova sono carenti». Arata ha già in mente anche il luogo ideale: «Potrebbe essere l’ex manifattura tabacchi di via Degola, a Sampierdarena. Uno spazio bellissimo e ampio, adiacente alla stazione, quindi comodo, ma anche vicino a molti importanti licei di Genova. Una casa digitale nel cuore di Sampierdarena contribuirebbe anche al rilancio e alla riqualificazione urbana del quartiere».

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