«Case popolari sparse in tutti i quartieri» per una rinascita di Genova a partire dalle periferie. Secondo quanto riporta la Comunità di Sant’Egidio, lo ha annunciato il sindaco di Genova, Marco Bucci, nel suo intervento al convegno “Pensare la città nel mondo globale. Dalle periferie un futuro per Genova”, organizzato dalla Comunità e dall’Ordine degli Architetti al Paladiamante di Begato, ai piedi della Diga.

«Il problema – ha spiegato il sindaco – è la concentrazione delle case popolari in alcune zone della città, il Comune sta lavorando a un progetto di appartamenti di edilizia residenziale pubblica sparsi in quartieri diversi, anche Albaro e Nervi. Accanto a questo ci impegniamo a migliorare la mobilità e la sicurezza nelle periferie: con controllo, repressione e, soprattutto, raccogliendo in modo tempestivo le segnalazioni dei cittadini». Il metodo di lavoro, ha continuato Bucci, è l’ascolto: «Bisogna parlare con la gente, scendere dal sesto piano di palazzo Tursi, stare nelle strade, parlare con le persone, raccogliere umori e proposte dai social».

Andrea Chiappori, il responsabile di Sant’Egidio a Genova – che nelle periferie cittadine coordina il lavoro di 250 volontari che si occupano di bambini, adolescenti, anziani e disabili – ha parlato della necessità di una proposta corale che metta insieme tutte le energie della città per realizzare spazi di confronto nei quartieri. «La vocazione di Genova – ha spiegato Chiappori – è di essere un porto, e la qualità di una città di porto si misura sull’accoglienza».

 

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