A margine della presentazione dell’offerta Volabus potenziata per l’estate grazie alla partnership con Amt, Paolo Sirigu, direttore dello sviluppo commerciale e della comunicazione per l’Aeroporto di Genova, anticipa su quali sono i movimenti per crescere ancora l’anno prossimo, una crescita in corso, visto che come Pil l’aeroporto l’anno scorso valeva circa 800 mila euro e quest’anno supera il milione, incidendo sull’indotto con 11 mila persone full time equivalent.

Est Europa protagonista: il 14 giugno ci sarà un passaggio fondamentale per capire se Genova potrà essere collegata con Praga, ma si lavora anche ad aumentare il numero delle destinazioni tedesche, o mete come San Pietroburgo, pensando anche a Paesi molto ricchi e predisposti al viaggio come Polonia, Ucraina e Ungheria.

Probabilmente sarà intensificata l’attività di charter con Israele, vista la disponibilità economica dei viaggiatori.

«L’obiettivo è fare di Genova un hub su Mediterraneo – dice Sirigu – come succede alla Florida per i Caraibi, si passa qualche giorno a Miami prima di imbarcarsi per una crociera».

Per l’Aeroporto le crociere rappresentano un grande volano, la speranza è che la Liguria cresca come porto di imbarco e non di scalo. Nel Mediterraneo Occidentale la concorrenza è rappresentata da Barcellona: «Spero che le istituzioni lavorino per agganciare tour operator stranieri per promuovere Genova come stop over – auspica Sirigu – essere home port significa pernottamenti».

Altro obiettivo: lavorare per i genovesi, estendendo l’operatività dei voli sulle Canarie d’inverno e magari trasformare in futuro il charter per Glasgow in volo di linea, «mete come quella, insieme a Liverpool ed Edimburgo, devono essere essere coperte da vettore leader».

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