«Quello che state facendo qua oggi è una delle gambe principali del modello che vogliamo costruire qui in Liguria». Così Giovanni Toti, presidente alla Regione Liguria, questa mattina al PitchDay Contest del Digital Tree, competizione tra startup che entrerà nel vivo questo pomeriggio, con la presentazione delle idee e la premiazione finale.

La Call 4 Startup si è chiusa e Digital Tree è giunto alla terza e ultima fase di selezione delle startup che entreranno a far parte dell’habitat genovese. Questa è l’occasione in cui le varie idee si sfideranno, raccontandosi al pubblico, ai potenziali investitori e all’Admission & Review Board, che in conclusione decreterà le vincitrici.

«Siete la tecnologia, le imprese da incubare, le startup, la ricerca − aggiunge Toti − Vorrei che Liguria Digitale fosse sempre più partner di realtà come questa. Conto molto su di voi e in particolare su questa giornata. Conto sul fatto che in questa regione si possa sviluppare sempre di più un percorso in grado di radicare una conoscenza diffusa che possa distinguere un territorio rispetto a un altro».

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Secondo Andrea Carioti, presidente della Piccola industria di Confindustria Genova, «Innovazione è la principale via della crescita. L’innovazione si ottiene con le buone idee. Spesso però rischiano di rimanere lì, perché non sono seguite in maniera corretta: ecco perché è importante l’affiancamento. Le sinergie con le aziende, grandi o piccole, sono fondamentali per uno sviluppo e vantaggi reciproci». A questo proposito, su iniziativa del gruppo Giovani di Confindustria, la creazione di una piattaforma digitale per cercare di mettere insieme tutte le risorse e le iniziative rispetto alla tematica dell’innovazione.

Presente all’apertura dei lavori anche Andrea Benveduti, assessore regionale allo Sviluppo economico: «Bello vedere che Genova mette fuori la testa: fino a qualche anno fa queste cose erano viste con fastidio o addirittura osteggiate. Mi auguro che la nostra città sollecitata da tutte queste attività all’avanguardia possa diventare un polo dell’intelligenza artificiale, a livello nazionale, ma perché no anche europeo. A me piace uno sviluppo economico equilibrato: accanto a queste avanguardie “immateriali”, mi piace vedere ricadute nel materiale, cioè ragionare su Genova e Liguria che abbiano ancora i piedi nella fabbrica. Grandi realtà come l’Ilva non possono essere liquidate in modo frettoloso».

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