A giudicare da quanto sta succedendo negli ultimi tempi, i morti sul lavoro stanno tornando ad aumentare (34 nel 2017 in Liguria). La linea di tendenza segna comunque una sensibile diminuzione rispetto alla serie storica che comincia nel 1976, reperibile sul sito dell’Inail. L’andamento è tuttavia “schizofrenico”, difficile capirne le cause, per questo ci limitiamo ai numeri.

Per quanto riguarda l’agricoltura, essendo un settore piuttosto marginale in Liguria e con un numero di addetti diminuito rispetto agli anni Settanta, i morti sono sensibilmente calati: stabilmente sotto le 10 unità dal 1989, con anni a quota zero. 4 i decessi totali dal 2012 al 2016.

Nel primo trimestre 2018 sono 6 i morti denunciati in Liguria, erano 10 nello stesso periodo dell’anno scorso. L’ultimo, che ancora non è compreso nelle statistiche, proprio ieri alla Spezia.


Dal 2012 al 2016 le denunce di infortunio con esito mortale sono avvenute principalmente “in occasione di lavoro” (percentuali che oscillano tra il 76 e l’80%), il resto “in itinere” cioè nello spostamento tra casa e luogo di lavoro e viceversa.

Occasione di lavoro è una nuova espressione diversa rispetto al vecchio “orario di lavoro”, che prende in considerazione tutte le situazioni collegate e strumentali al lavoro che possano recare un rischio o un pregiudizio alla salute

Tra le morti in occasione di lavoro, circa un terzo o anche di più, sono avvenute senza mezzo di trasporto. Quelle in itinere invece vedono una prevalenza del mezzo di trasporto.

I settori dove si sono registrati il maggior numero di morti in modo rilevante in tutti e cinque gli anni presi in considerazione nella categoria “In occasione di lavoro” sono: le costruzioni e il trasporto e magazzinaggio.

In Liguria si muore soprattutto dopo i 40 anni, ma non mancano le ancor più tragiche eccezioni.

Le statistiche dell’Inail non rappresentano totalmente il fenomeno, perché non tutte le attività hanno un’assicurazione Inail. Le partite iva, o a addirittura il sommerso, sfuggono totalmente alle statistiche. Per questo esiste anche un osservatorio indipendente di Bologna attivo ormai da 10 anni, aperto dopo pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, che nel 2018 segna già 8 morti per la Liguria.

Occorre poi considerare che in Liguria per esempio nel 2016 sono stati 13 i casi mortali giudicati “negativi”, cioè non da risarcire per l’Inail: 4 per difetto occasione di lavoro, 1 per difetto in itinere, 1 per attività non tutelata, 1 per carenza di documentazione valida, 6 per morte non riconducibile all’evento.

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